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Viterbo - Talete - Il presidente Marcello Meroi risponde così alla nota dei sindaci dopo il voto contrario della Provincia all'aumento delle tariffe

“Solo ora si riscoprono paladini di Talete”

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Marcello Meroi

Marcello Meroi 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Accolgo con piacere l’attivismo dei nove sindaci che, sotto la guida del Comune di Viterbo, stanno indossando la casacca dei paladini della Talete accusando la Provincia di Viterbo di aver messo a rischio la sopravvivenza della società. Peccato che questo interessamento arrivi fuori tempo massimo e che, più che rivolto a tutelare gli interessi dei cittadini, appaia legato a ragioni di carattere prettamente politico”.

Il presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi risponde così alla nota dei sindaci di Viterbo, Civita Castellana, Arlena di Castro, Canepina, Montefiascone, Monterosi, Castel Sant’Elia, Vallerano e Vignanello, con la quale si accusa la Provincia di aver assunto un atteggiamento irresponsabile nell’ultima assemblea votando contro l’aumento delle tariffe del servizio idrico e compromettendo la sopravvivenza della Talete.

Voto che alla fine è risultato del tutto ininfluente visto che, l’assenza di alcuni sindaci che avevano partecipato precedentemente alla riunione, ha fatto mancare il numero legale essenziale per l’approvazione del punto.

“Ricordo, se ancora ce ne fosse bisogno – aggiunge Meroi – che il punto relativo all’incremento tariffario è stato inserito all’ordine del giorno delle assemblee dell’Ato del 25 novembre e del 19 dicembre del 2013, e di quella del 7 marzo 2014, andate tutte deserte per mancanza del numero legale, causa assenza dei sindaci.

Ebbene, il Comune di Viterbo e quello di Montefiascone sono stati assenti sempre; il comune di Civita Castellana ha partecipato ad una seduta su tre, così come i comuni di Arlena di Castro, di Canepina e di Valleranno; il comune di Castel S.Elia è stato assente una volta su tre: gli unici ad aver sempre garantito una presenza costante sono stati i comuni di Monterosi e Vignanello gli unici che avrebbero forse titolo per esprimersi e apparire credibili.

Ricordo altresì che, dopo la riunione del 19 dicembre del 2013, il sottoscritto ha rassegnato le dimissioni da presidente dell’Ato 1 Lazio Nord, denunciando proprio la scarsa sensibilità dimostrata dai sindaci nei confronti dello stato di criticità in cui versava la Talete”.

Il presidente Meroi poi, in riferimento alla seduta del 3 luglio scorso aggiunge: “Avevamo chiesto che il voto sull’incremento tariffario fosse unanime e che ogni sindaco si fosse assunto le proprie responsabilità. Come si fa a parlare di condivisione nel momento in cui su 59 comuni facenti parte dell’ambito territoriale, hanno partecipato alla votazione soltanto in diciannove? Con questi numeri, come si può parlare di condivisione e con quale coraggio la Provincia e gli stessi sindaci possono permettersi il lusso di mettere le mani nelle tasche dei cittadini chiedendo ulteriori sacrifici alle famiglie? Il centrosinistra parla di unanimità dei suoi sindaci, ma su quindici presenti, uno ha votato contro (Corchiano), mentre due, quello di Farnese e quello di Ronciglione, si sono astenuti.

Non va dimenticato poi un altro particolare non certo irrilevante. Dei 27 comuni che hanno provveduto a trasferire la gestione del servizio idrico integrato a Talete, erano presenti in quindici. E allora di che stiamo parlando? Come si può pensare di poter tirare avanti una situazione oggettivamente critica andando ad incrementare il prelievo fiscale sui cittadini nel momento in cui ci si trova di fronte a dati così sconcertanti?

O forse, ma non osiamo minimamente pensarlo, dietro a questo improvviso interesse per i destini della Talete si nascondono in realtà finalità di carattere politico, da collegare alle recenti elezioni amministrative che hanno modificato gli equilibri politici all’interno dell’assemblea, a tutto vantaggio del centrosinistra?”.

Meroi rende poi nota una lettera dell’assessore all’ambiente della Regione Lazio Fabio Refrigeri recapitata alla Provincia proprio il 3 luglio in concomitanza con l’assemblea dei sindaci. “In questa lettera – spiega – l’assessore Refrigeri informa la Provincia circa l’intenzione della Giunta regionale di “operare in ogni direzione per aprire prospettive di mitigazione del costo del servizio idrico integrato” per venire incontro ai cittadini già penalizzati da criticità di vecchia data, cui si è aggiunta negli ultimi anni anche la problematica dell’arsenico.

L’assessore Refrigeri nella nota fa anche riferimento all’esigenza di stabilire un nuovo scenario per ciò che riguarda la gestione del servizio idrico anche attraverso una ridefinizione dei piani d’ambito. Come giustificare quindi il fatto che, mentre dalla Regione emerge giustamente la chiara volontà di ridurre il carico tariffario sulle popolazioni, l’Ato 1 Lazio Nord, in controtendenza e per giunta senza alcuna strategia chiara e condivisa per ciò che concerne il futuro del servizio, vada ad approvare un atto che di fatto aumenta le tariffe?

Forse è giunto il momento – conclude Meroi – che si metta da parte la demagogia e si inizino a tutelare seriamente, senza pregiudizi, gli interessi dei cittadini. Per questi motivi la Provincia ha detto no all’incremento tariffario e non siamo certamente disponibili a farci impartire lezioni da chi fino a ieri su questa vicenda è stato totalmente latitante e assente, lavandosi le mani e sfuggendo da ogni responsabilità, salvo poi svegliarsi fuori tempo massimo e pensando di far pesare sui cittadini operazioni politiche e sospetti giochi di potere”.

Provincia di Viterbo 


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4 luglio, 2014

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