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Viterbo - Comune - Alle 2.45 di notte il via libera - Ritirati dalla minoranza i 16mila emendamenti dopo 9 giorni di dibattito - Michelini: "Puntiamo allo sviluppo della città"

Approvato il bilancio, 750mila euro di tasse in meno

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Consiglio comunale -  Il momento dell'approvazione del bilancio di previsione

Viterbo – Consiglio comunale – Il momento dell’approvazione del bilancio di previsione

Viterbo - Consiglio comunale -  Il momento dell'approvazione del bilancio di previsione

Viterbo – Consiglio comunale – Il momento dell’approvazione del bilancio di previsione

Viterbo - Il consiglio comunale - Filippo Rossi e Leonardo Michelini

Viterbo – Il consiglio comunale – Filippo Rossi e Leonardo Michelini

Viterbo - Comune - Bilancio - Riunione notturna a palazzo dei Priori

Viterbo – Comune – Riunione notturna a palazzo dei Priori

Viterbo – Approvato il bilancio. Alle 2.45 di notte il consiglio comunale dà il via libera al provvedimento, dopo nove giorni, riunioni fiume, sedute notturne, incontri e scontri.

Con il sì della maggioranza e l’opposizione contraria.

Stavolta nessun ripensamento. Tutti i gruppi hanno firmato il maxiemendamento da 750mila euro, trovati per ridurre la pressione fiscale.

Ma non è stato facile. La trattativa è stata estenuante. Solo ieri, otto ore passate a discutere, sempre a un passo dalla rottura definitiva, che vuol dire, bilancio a settembre. Poi arriva l’incontro decisivo, con il sindaco Michelini, consiglieri e tecnici nella sala Regia. E’ fatta.

L’accordo ruota attorno a 750mila euro di tagli per ridurre la pressione fiscale ai viterbesi, ma uno dei nodi sono 200mila euro che la minoranza chiede che siano tolti dal capitolo Esattorie.

Accantonati per precauzione, qualora i quattro milioni e mezzo di crediti vantati dal comune dovessero diventare inesigibili. Era uno dei punti fermi illustrati dall’assessora Luisa Ciambella.

Non per il centrodestra, che boccia come inutile l’accantonamento. Quei soldi si possono spendere meglio. Così sarà.

Di fronte ai sedicimila emendamenti proposti da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Fondazione, Michelini e i suoi alzano bandiera bianca.

Motivo di contrasto, pure la destinazione dei 750mila euro. Il centrosinistra vuole metterli per abbassare in generale la pressione fiscale, a cominciare dall’Irpef, mentre il centrodestra punta a una destinazione precisa, taglio di Tasi e Imu. Alla fine il centrosinistra cede. E’ resa incondizionata.

Seppure dalla maggioranza fanno notare come di fronte a una mole simile d’emendamenti, era difficile non scendere a un compromesso e puntano il dito contro un uso improprio degli emendamenti stessi, mai visti in una quantità simile a palazzo dei Priori.

Lo sforzo fatto da Michelini e Ciambella nel trovare fondi per ridurre la tassazione è facilitato da un inaspettato, quanto provvidenziale stanziamento da parte della regione per 280mila euro. Soldi freschi da mettere in bilancio, sulla causa, meno tasse ai viterbesi.

“Questa riduzione è un risultato ottenuto da tutto il consiglio comunale – osserva Claudio Ubertini (FI) – per ridurre le tasse ai cittadini. Un buon lavoro per il quale ringrazio il sindaco. Se fosse intervenuto prima, qualche nottata l’avremmo risparmiata”.

Una tirata d’orecchie che Michelini accetta di buon grado. “Devo dare atto – precisa il sindaco – a tutti che è stato svolto un lavoro nel rispetto delle parti e questo fa onore a tutto il consiglio.

Andiamo a ridurre la pressione fiscale, un impegno comune. E’ una vittoria di tutti, costata molta fatica, per il bene della città.

Il confronto fra forze politiche è sempre positivo, esempio di libertà. Vanno rispettate le idee di tutti, ma occorre condividere un metodo, essere rispettosi del ruolo dell’altro. Noi siamo stati anche fortunati, con i 280mila euro che arriveranno dalla regione. Anche grazie a questo abbiamo potuto modificare il bilancio.

Abbiamo scommesso su una città che nel momento di crisi vuole ancora credere che uno sviluppo è possibile. Questo è quello che vuole essere il bilancio, il nostro obiettivo, per raggiungere il quale abbiamo anche messo imposte come quella di soggiorno. Con finalità di sviluppo”.

Soddisfatto Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle), anche se si è finito bene, ma cominciato molto male. “Soprattutto – osserva De Dominicis – si è parlato di tutto, tranne che del bilancio”.

Critico il capogruppo di Fratelli d’Italia – An, Luigi Buzzi.

“Come mai un bilancio presentatoci come ingessato ha avuto un risultato diverso, riducendo 750mila euro in tasse – precisa Luigi Buzzi (FdI) – andrà spiegato, come mai la minoranza è stata costretta a presentare 16mila emendamenti per farsi sentire? Impegniamoci a far prevalere sempre il buonsenso”.

Meno tasse per i cittadini piace anche a Chiara Frontini (Viterbo 2020): “Siamo andati a intaccare – spiega Frontini – poste in bilancio più sentite dai cittadini, fascia d’esenzione per la Tasi e le aliquote Imu, anche se resta il bilancio dell’imposta di soggiorno o del Poa Francigena che dà il via libera al parcheggio a pagamento a Belcolle”.

Si chiude una pagina né bella, né brutta, per Gianmaria Santucci (Fondazione): “Dopo nove giorni di discussione – ricorda Santucci – che sono un record, dobbiamo pensare ad agire in modo diverso per il futuro.

Dalla minoranza e lo dico io, spero che non sia usato più il metodo degli emendamenti per farsi ascoltare e dalla maggioranza mi auguro che non pensino che in forza dei propri numeri sia sufficiente alzare le mani e votare il bilancio. Così non si va avanti.

Che non succeda più come singoli esponenti della giunta vadano da singoli esponenti della minoranza a trattare.

Da oggi ci sono tre minoranze, ci siamo spaccati, la responsabilità politica è della maggioranza e da domani sarà tutto più complicato.

Mi assumo la responsabilità d’avere presentato migliaia d’emendamenti, ma ero cosciente altrimenti non ci avreste ascoltato.

Avete il diritto di governare, ma fate in modo che ci sia sempre una linea del dialogo”.

Per Maurizio Tofani (Oltre le Mura), le migliaia di emendamenti hanno messo a rischio l’esercizio democratico. “Non è pensabile – ricorda Tofani – su una delibera come il bilancio, che ci siano alchimie tecniche, seppure legittime, che facciano arrivare al limite la discussione”.

Soddisfatto Mario Quintarelli (Pd) per il taglio alle tasse, ma c’è il rammarico, secondo Paolo Moricoli (Sel) per lo spettacolo dato nei giorni scorsi. Non si è mai vista in nessun’altra parte in Italia una mole simile di emendamenti, per Livio Treta. “E’ grave per la città – osserva Treta – si è solo tentato d’impedire l’approvazione del bilancio”.

Quella di ieri è stata un’altra giornata passata a trattare. Consultazioni continue. Consiglio comunale convocato alle 18, si arriva alle 20.30.

Il presidente Filippo Rossi chiama l’appello, ma solo per sospendere e mandare tutti a cena. Le riunioni in notturna qualcosa di buono la producono. Una trentina di consiglieri a cena nei ristoranti del centro tutte le sere. Quando si dice movimentare l’economia.

Alla fine il consiglio comunale inizia sette dopo. Dalle 18 all’una. Si approva l’emendamento all’unanimità e il bilancio di previsione 2014 a maggioranza.

Già che ci sono, sempre all’unanimità i consiglieri fanno anche gli auguri a Gianmaria Santucci. Superata la mezzanotte, è il suo compleanno. Troppo tardi purtroppo per andare al bar e offrire da bere a tutti.

 Giuseppe Ferlicca


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6 agosto, 2014

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