Viterbo – (g.f.) – Mense, undici lavoratori restano fuori.
Solo in trenta, quelli per i quali è stata raggiunta l’intesa al momento rientrano.
Ma a pochi giorni dall’avvio del servizio, previsto per lunedì 29, per gli altri non c’è certezza. E soprattutto, nell’incontro di ieri sera l’accordo è saltato.
Si tratta dei lavoratori impegnati direttamente al centro cottura, mentre gli sporzionatori sono stati ripresi.
Per i sindacati, che hanno scritto una lettera al comune, non sono state seguite le normali norme previste dal contratto nazionale del lavoro e invitano gli amministratori a palazzo dei Priori a vigilare e pretendere il rispetto del capitolato d’appalto. Ovvero, il passaggio diretto da un’impresa all’altra.
Sono 41 i lavoratori che fanno pare del servizio mense, fino allo scorso anno gestito dalla Ep. Con il nuovo bando, aggiudicato alla Serenissima, trenta sono stati riassunti, undici no.
Si è parlato di altre formule per farli rientrare, ma i sindacati, come hanno scritto all’amministrazione comunale, chiedono che siano rispettati i termini del capitolato d’appalto, ovvero, che tutti i dipendenti confluiscano come previsto.
Un problema non da poco, trattandosi di undici famiglie e che si va ad aggiungere alle difficoltà d’avvio dell’appalto stesso, il ricorso al Tar, quindi le polemiche sollevate dall’opposizione sul centro cottura e quindi lo slittamento al 29 dell’avvio servizio.
Oggi in consiglio comunale i dipendenti verranno a far sentire la loro voce.
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