Viterbo – Macchina di santa Rosa, patrimonio immateriale dell’umanità. Un riconoscimento tanto importante, tanto prestigioso, tanto ambito, tanto decantato dall’amministrazione comunale, che quando si è trattato di dargli il risalto che merita, a palazzo dei Priori cosa sono riusciti a fare?
Il trasporto 2014 a livello televisivo praticamente non c’è stato. Visto e sì e no a Viterbo.
Nemmeno uno straccio di copertura nazionale.
Però di parole ne sono state spese e tante. Sono gratis.
Non basta. Restate sintonizzati, perché le stranezze (dimenticanze? Sciatterie?) non sono finite.
Il patrimonio Unesco è stato così importante per l’amministrazione Michelini, ma così fondamentale, che il logo di un riconoscimento così ambito, sui manifesti per pubblicizzare il trasporto del 3 settembre, affisso a Viterbo, ma anche in altri centri fuori provincia, nemmeno c’era.
Incredibile ma vero. Quando si dice la distanza fra le chiacchiere e i fatti.
Mettere a confronto il manifesto del comune e quello della Varia di Palmi è un’operazione che reca grande tristezza e sconforto. L’Unesco c’è, insieme a una serie di canali satellitari per seguire la manifestazione ovunque…
Il consigliere comunale Giulio Marini (FI) ha aspettato che la festa passasse e poi qualcosa al primo cittadino e alla sua giunta ha deciso di mandargliela a dire.
Intanto sulla mancata diretta tv.
Bene ha fatto Michelini in conferenza stampa a prendersi la responsabilità. Perché ce l’ha. Lui e i suoi assessori.
“Da quanto è dato sapere – spiega Marini – si sono cominciati a preoccupare della trasmissione in televisione da dopo ferragosto e la delibera è del 28 agosto.
Dieci giorni prima, davvero poco tempo. Tv2000 aveva dato disponibilità alla messa in onda dalle 22, prima il palinsesto era impegnato dai programmi del mercoledì sul Papa.
In comune sono andati troppo lunghi e non hanno fatto in tempo trovare un canale disponibile”.
Televisori oscurati. Con buona pace di chi non è potuto scendere in strada a godersi il passaggio di Fiore del cielo e di tutta quella platea mondiale, come più volte sottolineato da Michelini, cui sarebbe dovuta arrivare la festa più importante, nell’anno del riconoscimento Unesco.
“Io quando ero sindaco, già a maggio – ricorda Marini – davo l’incarico al consigliere Andrea Marcosano di trovare la disponibilità d’emittenti per la messa in onda”.
Marcosano cominciava con mesi d’anticipo a fare zapping.
“Quest’anno poi – continua Marini – la parte tecnica, ovvero tutto quello che concerne la messa in onda che abbiamo visto in streaming, è costata trentamila euro, settemila in meno rispetto agli anni passati. Ci sono stati minori servizi”. Sempre in onore del riconoscimento Unesco.
Poco male, tanto dell’Unesco non c’è traccia nemmeno sui manifesti che pubblicizzano il tre settembre. Che importa? Quello che conta è parlarne. La solita distanza fra chiacchiere e fatti.
“Sono stati stampati senza – spiega Marini – e sono quelli che hanno girato la provincia e non solo.
Come se non bastasse, quello che è stato preparato per essere posizionato all’interno di palazzo dei Priori aveva lo stemma, quelli per fuori, no”.
Non ci sono nemmeno i simboli della provincia e del Sodalizio dei facchini, ma confusione in più confusione in meno, logo più, logo meno, che differenza fa?
E volendo proprio essere pignoli, sicuro che quello riprodotto sia proprio il logo ufficiale della regione? A ben guardare…
Giuseppe Ferlicca
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