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Salute - La struttura sanitaria è stata inserita dal ministero tra i presidi di zone svantaggiate insieme ad Amatrice - Lo annuncia la parlamentare del Pd Terrosi

Salvo l’ospedale di Acquapendente, previsti pronto soccorso, chirurgia elettiva e 20 posti letto

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L'ospedale di Acquapendente

L’ospedale di Acquapendente 

La parlamentare del Pd Alessandra Terrosi

La parlamentare del Pd Alessandra Terrosi

Acquapendente – Acquapendente e Amatrice tra i presidi di zone svantaggiate: parere positivo del ministero. È stata ufficialmente trasmessa dalla Regione Lazio al sindaco Bambini la lettera con cui il ministero della Salute esprime parere favorevole all’inserimento del presidio di Acquapendente tra quelli previsti in zone svantaggiate.

“Il lavoro istituzionale e politico svolto in questi mesi – afferma la parlamentare del Pd Alessandra Terrosi – è stato sicuramente positivo. Viene colmato un vuoto creatosi con l’emanazione del decreto del commissario ad acta n. U00247 del 25 luglio 2014. Come si ricorderà in quel decreto i presidi di Acquapendente e Amatrice non erano stati ricompresi nell’elenco delle strutture cosiddette di zone svantaggiate, sebbene ne presentino tutte le caratteristiche. Nella lettera viene specificata la dotazione definita per tali strutture: un reparto di 20 posti letto di medicina con un proprio organico di medici e infermieri, una chirurgia elettiva ridotta che effettua interventi in day surgery o eventualmente in week surgery, un pronto soccorso presidiato da un organico medico dedicato all’emergenza/urgenza”.

Soddisfazione per la decisione del ministero, anche se il lavoro continua nel territorio.

“La scelta del ministero – continua Terrosi – di dare parere positivo alla introduzione tra le strutture di zone svantaggiate anche dei presidi di Acquapendente e Amatrice risponde alla necessità, riconosciuta anche dalla Regione Lazio, di garantire un livello adeguato di accesso alle cure anche laddove i numeri direbbero il contrario. Abbiamo sempre sostenuto infatti che non si possa risparmiare mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e condannando interi territori nell’incertezza della risposta sanitaria.

Adesso dobbiamo proseguire nel lavoro partendo da quello svolto fino a questo momento dal consiglio comunale di Acquapendente e dai comuni limitrofi. Il ruolo del territorio deve continuare ad essere propositivo e di stimolo. Ora più che mai si rende urgente che l’azienda sanitaria attenda l’emanazione del nuovo decreto, in modo da uniformarsi allo stesso nell’eseguire gli interventi riorganizzativi e strutturali che dovranno essere necessariamente funzionali alle nuove disposizioni.”


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30 settembre, 2014

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