Bassano Romano – Smascherati dalle telecamere della banca.
A volto scoperto, tre rapinatori, tutti e tre apparentemente italiani, erano riusciti a farsi aprire dai dipendenti spacciandosi per finanzieri, due indossavano pettorine con la scritta guardia di finanza e l’altro aveva in mano una cartellina con il logo del citato corpo di Polizia, e, simulando un controllo di polizia, avrebbero chiuso temporaneamente la Carivit di Bassano Romano, aspettando insieme agli impiegati l’apertura dei dispositivi di sicurezza impossessandosi di 188mila euro per poi fuggire dopo aver chiuso a chiave due dipendenti nell’archivio.
I due sono stati liberati dal comandante della stazione locale, intervenuto subito dopo essere stato avvisato da alcuni operai a lavoro all’esterno della banca che avevano sentito le urla degli impiegati che chiedevano aiuto.
Poco dopo i militari, grazie a un dispositivo di ricerca messo in atto dal comando provinciale di Viterbo, anche con l’ausilio di un elicottero del nucleo di Pratica di Mare che in pochi minuti ha raggiunto l’area, hanno trovato la Fiat Grande Punto usata per la fuga e riverniciata di grigio per farla sembrare una macchina in dotazione al corpo della guardia di finanza. Auto, poi, risultata rubata a Terni il 19 febbraio scorso.
Fondamentali per lo sviluppo investigativo le immagini del sistema di ripresa a circuito chiuso dell’istituto di credito e la loro diffusione a livello nazionale per poter risalire all’identificazione delle persone. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Viterbo e della compagnia carabinieri di Ronciglione per quasi due mesi hanno lavorato analizzando un’enorme mole di dati di interesse investigativo e via via restringendo il campo dei possibili sospettati.
Partendo dalla corrispondenza tra le caratteristiche antropometriche e inflessione dialettale, con ripetuti servizi di osservazione e pedinamento, gli investigatori sono arrivati al riconoscimento fotografico da parte dei due testimoni oculari e poi, attraverso l’esame e l’analisi dei tabulati telefonici, hanno ricostruito i movimenti dei rapinatori anche nelle fasi di sopralluogo il giorno precedente la rapina. Gli indizi di colpevolezza così raccolti hanno permesso di individuare due degli autori della rapina nei confronti dei quali il pubblico ministero titolare delle indagini, Stefano D’Arma ha emesso, nella mattinata di ieri, un decreto di fermo.
I due, D.M.A. 47enne foggiano, senza fissa dimora e V.G. 53enne palermitano residente nella Capitale, entrambi pluripregiudicati, sono stati rintracciati e arrestati ieri sera a Ladispoli e a Roma.
Nel corso dell’operazione di ieri, i militari hanno anche recuperato e sequestrato una scacciacani semiautomatica, riproducente il modello Beretta 98 FS in uso alle forze di polizia, completa di serbatoio e con all’interno quattro proiettili, modificata e resa idonea allo sparo, due proiettili da guerra cal. 7,62 x 39, la somma contante di 1540 euro e una cospicua quantità di oggetti di vestiario, di equipaggiamento e per l’identificazione, riferibili alle forze di polizia: tre casacche senza maniche di colore blu recanti lo stemma del corpo e la scritta in giallo Guardia di Finanza, comunemente utilizzate nel corso dei controlli di polizia, due tessere plastificate e palesemente falsificate della Guardia di Finanza, un’uniforme completa della Polizia di Stato corredata di porta manette e fondina per pistola, un berretto della Polizia di Stato completo di fregio, due baschi verdi della Guardia di Finanza con fregio, due paia di manette, due targhe di autovettura della Guardia di Finanza visibilmente false e realizzate artigianalmente.
I due si trovano nelle carceri di Regina Coeli e Civitavecchia.
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