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Viterbo - Il ministro Martina alla due giorni Pd - Ok alla spending review Renzi nei ministeri: "Ma non si può scaricare solo su alcuni settori il grosso dell'operazione"

“No a tagli indiscriminati all’agricoltura”

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Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina

Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina

Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina

Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina

Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina

Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina

Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina 4

Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina con Fioroni

Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina con Fioroni

L'incontro con il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina

L’incontro con il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina

L'incontro con il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina

L’incontro con il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina

L'incontro con il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina

L’incontro con il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina

L'eurodeputata Simona Bonafè

L’eurodeputata Simona Bonafè

L'eurodeputata Simona Bonafè

L’eurodeputata Simona Bonafè

L'eurodeputata Simona Bonafè

L’eurodeputata Simona Bonafè

Gianluca Benamati

Gianluca Benamati

Il giornalista Stefano Cappellini

Il giornalista Stefano Cappellini

Viterbo – (g.f.) – Sanità batte agricoltura.

La salute è tema che sta sempre a cuore e al Salus Terme nel passaggio dalla ministra Lorenzin (Salute) a quello all’Agricoltura Martina, un discreto numero di persone si perde per strada (video – fotocronacaslide).

Terzo dibattito per “Insieme verso il futuro”. Un dibattito senza Speranza. Nel senso del presidente gruppo Pd alla Camera.

Al tavolo, oltre al ministro Maurizio Martina, Simona Bonafè, introduce Gianluca Benamati.

Si dibatte su “Cambia l’Europa, cresce l’Italia”.

Ma crescere non è facile. “In Italia non si assume – è l’amara constatazione di Martina – non perché è complicato, ma perché non c’è lavoro.

Fa bene Renzi a tenere alta l’attenzione sulla nuova Commissione europea. Sono stati promessi investimenti, trecento miliardi, ma la battaglia è su come dove quando questi interventi arriveranno. Non servono macroprogetti.

Ci sono quattro o cinque leve che in Italia sono fondamentali. Casa e macchinari, ad esempio.

Se incentivato, un proprietario investe per sistemare la propria abitazione e un artigiano, se ha un’occasione, pensa a innovare la propria azienda”.

I vari ministeri in questo periodo sono alle prese con i tagli chiesti da Renzi. “Un lavoro di revisione della spesa nei ministeri è possibile – precisa Martina – anche nel mio.

So cosa si è scaricato sul comparto agricolo in questi anni. Una proposta per andare nella direzione proposta dal premier Renzi, ce l’abbiamo. Certo, non si può esagerare.

Su alcuni settori non si può scaricare il grosso di questa operazione. Il settore agricolo è alle prese con problemi, il maltempo, il blocco dell’import russo, la crisi di alcune filiere.

Razionalizzare va bene, ma sarò il primo a difendere il settore, se si ipotizzano interventi radicali e impraticabili. Ma non credo che siano queste le intenzioni”.

Renzi taglia e l’Europa impone un rigore eccessivo. Si rischia d’essere stritolati dal patto di stabilità.

“La flessibilità non ce la devono concedere – sottolinea Simona Bonafè – è già nel patto di stabilità. Lo rispettiamo, lo ha ribadito più volte il premier Renzi. Ma noi ci stiamo impegnando a fare le riforme e questa flessibilità vorremmo che fosse applicata all’Italia”.


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19 settembre, 2014

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