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Cultura - E' lui uno degli artisti selezionati dal critico d'arte per "Spoleto incontra Venezia"

Il viterbese Alessio Papa in mostra per Vittorio Sgarbi

di Elisa Cappelli
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Alessio Papa

Alessio Papa

Alessio Papa

Alessio Papa

Alessio Papa e Vittorio Sgarbi a Venezia

Alessio Papa e Vittorio Sgarbi a Venezia

Alessio Papa e Vittorio Sgarbi a Venezia

Alessio Papa e Vittorio Sgarbi a Venezia

Due delle opere di Alessio Papa

Due delle opere di Alessio Papa

Un'opera di Alessio Papa

Un’opera di Alessio Papa

Alessio Papa a Venezia

Alessio Papa a Venezia

Mostra a Venezia di Alessio Papa

Venezia – Dipinge da sempre, ha uno stile che lo contraddistingue e un talento indiscusso. E’ Alessio Papa, pittore viterbese doc, che ha frequentato prima il liceo artistico “Tuscia” e poi  l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha studiato il manierismo rinascimentale e il neomanierismo.

Un artista così particolare che non poteva non essere notato da Vittorio Sgarbi che lo ha selezionato insieme ad altri artisti per la mostra sulla laguna “Spoleto incontra Venezia”, interamente curata dal critico d’arte.

La mostra è iniziata il 28 settembre e si concluderà il 24 ottobre. Due le location d’eccezione: Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich.

Di lui Sgarbi dice che ha saputo ritirare fuori un’arte quasi dimenticata, il manierismo, riproponendolo, però, in chiave moderna.

Da lui è stato anche selezionato per la Biennale di Palermo.

Qualche dettaglio della mostra a cui sta partecipando?
“La mostra si chiama “Spoleto incontra Venezia” ed è curata direttamente da Vittorio Sgarbi – racconta Alessio Papa – . Lui mi aveva già visto in vari cataloghi d’arte e poi ho già aderito con lui a un’iniziativa di un’associazione di Palermo dove faceva parte del comitato selettivo per gli artisti presenti ed era in occasione della Biennale della creatività di Verona dello scorso anno. Poi comunque quest’associazione, che ha sede sia a Roma che a Bassano del Grappa e a Venezia, si chiama Spoleto arte perché fa delle iniziative culturali in varie città e Spoleto è una di queste. Qui si chiama “Spoleto incontra Venezia”, Sgarbi l’ha curata dall’inizio alla fine e ha selezionato gli artisti – eravamo una trentina – sia nazionali che internazionali. Ha fatto una selezione abbastanza accurata, lo ha detto anche nella conferenza stampa, spiegando il perché della scelta di questi artisti e dicendo che il mondo dell’arte oggi è un po’ rovinato dal mercato e dalle gallerie che puntano tutto sui soldi e non portano avanti la qualità. Alla presentazione c’erano anche nomi illustri come il figlio di Salvador Dalì, e Dario Fo, anche lui autore di quadri”.

Ha altri progetti insieme a Vittorio Sgarbi?
“Con lui farò la Biennale di Palermo a gennaio 2015: Sgarbi ha fatto un’ulteriore selezione in cui io sono rientrato. La mostra della Biennale di Palermo è curata da lui e Sandro Serradifalco che è direttore di una testa giornalistica, si chiama “Effetto arte”, è un critico d’arte, si muove su quel campo a 360 gradi. Collabora con Sgarbi e con altri critici noti come Paolo Levi, Salvatore Russo”.

Quali opere ha portato a Venezia?
“A Venezia ho esposto L’angelo decaduto, Tanae, Quis ut deus. Le tematiche delle opere, mitologiche e religiose, sono antiche ma rivisitate in chiave moderna. Tanae è stata affrontata da vari artisti ma sempre in chiave cinquecentesca. Io ho cercato di tirare fuori un corpo totalmente attuale. Così come è rivisitato l’Angelo caduto che rappresenta la caduta di Satana però rappresentato come una figura femminile, un angelo che urla rivolto verso il cielo. E’ femmina perché vuole portare all’attenzione la decadenza della donna oggi, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza. Quindi tutti i vari aspetti che hanno fatto decadere la figura femminile che invece è la più importante della creazione”.

Cosa pensa di lei Sgarbi?
“Sgarbi mi ha detto che ho ritirato fuori un’arte che era quasi dimenticata, quindi ho riproposto un’antichità rimodernizzata. E per lui è una cosa importante perché questo tipo di arte è stata abbandonata”.

Progetti all’estero?
“All’estero di mostre ne ho fatte varie, ho fatto Stati Uniti, Germania, ultimamente la biennale di Durazzo in Albania, Monaco, Montecarlo. E ci sono altri progetti per Brasile, Canada e Stati Uniti. Sono già ufficiali ma le date non ci sono ancora”.

E invece un’esposizione a casa a Viterbo?
“Poco tempo fa avevo avuto contatti per una mostra nel periodo di Caffeina 2014 che purtroppo non ho potuto fare per vari impegni. Però, se riesco, vorrei riuscire nel mio intento nel 2015”.

Elisa Cappelli


Alessio Papa

Alessio Papa nasce a Viterbo il 13/12/1977. Frequenta il liceo artistico “Tuscia” di Viterbo e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Roma nel corso di pittura, dove Alessio inizia a studiare il manierismo rinascimentale e il neomanierismo.

Conclude la sua carriera accademica nel 2004 discutendo una tesi di anatomia artistica “L’anatomia nei dipinti del Parmigianino”.

Nei suoi dipinti l’artista stravolge l’anatomia della figura umana, allungandola a volte anche in modo innaturale, caratteristica propria dei Grandi Maestri tardo-rinascimentali, periodo noto per l’attribuzione data dal Vasari di “arte della maniera” o “manierismo”.

L’artista ha partecipato in diversi concorsi artistici in Italia e all’estero riscuotendo sempre molto interesse da parte della critica e del pubblico e distinguendosi sempre per la tecnica, la creatività e per come vengono elaborati culturalmente i suoi lavori.

Inoltre Alessio Papa ha svolto diverse mostre sia personali che collettive in varie parti del mondo ed è inserito in prestigiosi cataloghi d’arte.


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20 ottobre, 2014

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