Civita Castellana – “Mi mancherai, eri il mio punto di riferimento” (fotocronaca – slide – video).
Sono parole commosse e piene di amore quelle che la moglie Marina ha voluto dedicare a Mattia Dusi, il giovane 33enne morto schiacciato dal trattore nelle campagne di Faleria nel pomeriggio di lunedì. Mattia, come ogni giorno, si stava dedicando al suo lavoro. Alla terra. Ad un tratto il mezzo che stava guidando si è ribaltato non lasciandogli scampo.
In tanti hanno partecipato al funerale di questo pomeriggio nella chiesa di san Giuseppe operaio a Civita Castellana. Amici e conoscenti hanno condiviso il dolore di Marina e della famiglia di Mattia. Proprio la moglie ha scritto delle parole, lette dall’altare da un’amica, e rivolte a quel compagno di vita che ora non c’è più.
“Provo un forte dolore nel mio cuore per la morte del mio sposo, del mio amato, del mio amico – esordiva la lettera -. Da quando ci conosciamo – continuava come a rivolgersi a Mattia – abbiamo sempre condiviso ogni cosa, dalla più piccola alla più grande. Eri il mio punto di riferimento in ogni situazione.
Vivere questi giorni senza di te, mi sembra quasi surreale. So anche, però, che la nostra vita, è un segno dell’amore di Dio e anche la tua morte ne è una manifestazione. E’ difficile trovare la forma, ma ringrazio il Signore per averci condotto qui e per aver vissuto insieme fino all’ultimo. Ricordo che, all’inizio, eri restio alla chiesa, ma poi ti sei lasciato andare e hai donato la tua vita per i giovani. Per gli uomini. Chi ti ha conosciuto, porta dentro di sé un frutto del tuo amore. Confido nel Signore affinché mi dia la forza di affrontare il futuro che, ora come ora, mi spaventa. Un giorno ci ritroveremo. Porterò con me il tuo amore e la tua gioia di vivere e lo trasmetterò a Emanuele che è il frutto prezioso del nostro amore.
Ringrazio gli amici, la comunità Shalom, i parenti, i sacerdoti e il vescovo che si sono uniti al nostro dolore. Mi mancherai tanto, già mi manchi, ma so che da lassù, ci proteggerai. Grazie del tuo amore. Grazie”.
A officiare la messa, il vescovo di Civita Castellana Romano Rossi che si è soffermato sul carattere del giovane. “Mattia – ha detto – veste l’abito nuziale ed è cioè in perfetta sintonia con lo spirito della festa. Oggi il Signore torna ad abbracciare Mattia, a tenerselo stretto. E Mattia entra nella casa di Dio con lo spirito giusto. Ero stato con lui a cena e questo ragazzo biondo ed entusiasta mi aveva colpito. Era pulito come il tipo di agricoltura che voleva mettere in atto. Si è inserito nella vita di chi lo ha conosciuto e non è rimasto a guardare. Vidi in lui il meglio delle generazioni dei nostri ragazzi di oggi che cercano di creare occasioni, di inventarsi e lo fanno anche sporcandosi le mani coi prodotti della terra – ha concluso -. Raccogliamo il messaggio di Mattia e viviamo, crediamo e speriamo. Guardiamo oltre”. A ricordare Mattia anche il presidente della comunità Shalom. Conclusa la cerimonia, la bara è stata accompagnata a spalla nell’ultimo viggio.
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