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Viterbo - Politica - Alessandra Mussolini spara a zero su tutti e annuncia: "No a nozze gay, ripartiamo da famiglia e territori" - Sala semivuota all'hotel Salus Terme

“Mica possiamo stare tutti appecoronati a Renzi!”

di Francesca Buzzi
Alessandra Mussolini (Forza Italia)

Alessandra Mussolini (Forza Italia)

Alessandra Mussolini con Claudio Ubertini

Alessandra Mussolini con Claudio Ubertini

Alessandra Mussolini (Forza Italia)

Alessandra Mussolini (Forza Italia)

Alessandra Mussolini con Giulio Marini

Alessandra Mussolini con Giulio Marini

Frascarelli, Caci e Contardo

Frascarelli, Caci e Contardo

Il pubblico in sala

Il pubblico in sala

Viterbo – “Mica possiamo stare tutti appecoronati a Renzi!” (fotogallery – slide * video).

Alessandra Mussolini incontra gli elettori viterbesi per ringraziarli della sua elezione al parlamento europeo. Un fiume in piena di fronte, però, a una saletta semivuota dell’hotel Salus Terme. Tra il pubblico Giulio Marini, Enrico Maria Ubertini, il coordinatore dei club di Forza Italia di Civitavecchia Giancarlo Frascarelli, il sindaco di Montalto Sergio Caci e pochissimi altri.

Al tavolo a fianco ad Alessandra Mussolini solo il coordinatore provinciale di Forza Italia Claudio Ubertini, che ha giusto il tempo di ringraziarla per aver scelto Viterbo come prima tappa del suo tour tra gli elettori. Due minuti scarsi per poi passarle il microfono e farle iniziare un acceso monologo di mezzora.

“Intanto cominciamo con questo discorso dei matrimoni gay e delle adozioni dei figli – ha esordito -. Io sono stanca di ascoltare Vladimir Luxuria che un giorno si sveglia donna, un altro uomo e non si capisce di che sesso sia. Ha un 45 di piede e vuole mettersi alla pari con le donne? Non ci può e non ci deve insegnare niente. Per quanto riguarda i gay se vogliono stare insieme ci stiano, ma basta con questa storia dei matrimoni e dei figli. E’ la natura che è così. I figli non sono un capriccio”.

Forza Italia per la Mussolini deve ripartire dai suoi storici valori. Troppi strappi alla regola non sono consentiti.

“Non si può piacere a tutti – continua -. Mica possiamo fare come Fini che per allargare i suoi consensi si mise a preferire gli stranieri agli italiani. Basta con i soldi agli extracomunitari, ci sono bambini italiani che hanno bisogno di noi. Ci sono case famiglia in difficoltà. Donne che rimangono senza lavoro perché aspettano un figlio. Da qui dobbiamo partire”.

E poi guerra alla pressione fiscale e riforma del lavoro. “Togliere liquidità alla gente è come togliergli il sangue – prosegue tutto d’un fiato la Mussolini -. Il lavoro va riformato per venire incontro ai lavoratori, alle imprese, ai pensionati. Questo paese lo ha rovinato la Fornero: farebbe meglio ad andare in Africa a prendersi l’ebola. Ha rovinato i pensionati, i ragazzi di oggi che non ne avranno mai una di pensione e che adesso non possono nemmeno prendere un mutuo.

Non manca un accenno alla riforma della giustizia che, ci tiene a sottolinearlo, “non serve a Berlusconi, ma a tutti gli italiani. Perché se i processi civili durano un’eternità e un povero cittadino aspetta anni per ricevere un risarcimento, nel frattempo va fallito”.

Insomma Alessandra Mussolini, seppur arrivata a Viterbo per ringraziare della sua elezione tra gli scranni di Bruxelles, non disdegna affatto di soffermarsi sugli affari di casa nostra. Tutt’altro.

“In Italia si deve tornare alle urne – continua -. Ci hanno fatto dimenticare come si vota! Re Giorgio, come lo chiamo io, dovrebbe permetterci di votare. Mica possiamo stare tutti appecoronati a Renzi che sta lì senza aver preso nemmeno un voto. Non è anarchia chiedere questo: è democrazia. Ecco perché siete voi, amministratori locali, sindaci e cittadini, che dovete dettare le linee di partito. Perché voi sapete cosa significa prendere le preferenze. Io mi metto a disposizione: datemi idee, suggerimenti, spunti e poi li porteremo a Berlusconi dicendogli: questi siamo noi, questo è il partito che vogliamo”.

Un partito che parta dal basso, dai territori, e che si allontani dalle stanze dei bottoni. “Dobbiamo essere popolari – prosegue la Mussolini -. Basta sedi esagerate, con tutti quei cancelli. Le sedi devono essere pensate per i cittadini non per Verdini o la Santanchè. Anche le tessere costano troppo. Tutto deve essere più accessibile e alla portata di tutti”.

Quanto alle possibili future alleanze l’apertura verso gli altri partiti di centrodestra c’è, ma non troppo. “Io sto con Berlusconi – precisa – e anche se sarei molto meno moderata, mando giù qualche rospo e vado avanti. Quindi se ci dovranno essere coalizioni possiamo provare con l’Ncd di Alfano e con Fratelli d’Italia. A una condizione però: chi torna non deve fare più il padrone. Devono essere premiati i fedeli, non chi cambia idea. E poi, ovviamente, mai più con Fini. Mai più”.

In chiusura una bordata anche al ministro della salute. “Speriamo che vada tutto bene e che l’ebola non arrivi mai in Italia – chiosa Alessandra Mussolini – perché altrimenti con la Lorenzin siamo rovinati”.

La platea, seppur misera, la applaude e lei promette di ritornare perché “se da 13esima in lista e sono riuscita ad avere un posto in Europa è soltanto grazie a voi”.

Francesca Buzzi

 

10 ottobre, 2014

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