Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Provincia - Consiglio aperto sull'ospedale di Civita - Chiude terapia intensiva: "Così - dice Cataldi (FdI) - si condanna Chirurgia" - Approvato documento che chiede a Zingaretti di rivedere la scelta

“Oggi celebriamo il funerale dell’Andosilla”

Condividi la notizia:

Il consiglio provinciale quasi deserto

Il consiglio provinciale quasi deserto 

 

Il consiglio provinciale quasi deserto

Il consiglio provinciale quasi deserto 

 

Il consiglio provinciale quasi deserto

Il consiglio provinciale quasi deserto 

 

Viterbo – (g.f.) – Dal primo novembre chiude terapia intensiva. Primo passo verso la smobilitazione dell’ospedale di Civita Castellana.

In provincia consiglio aperto sull’Andosilla e per Alberto Cataldi, consigliere FdI che ha richiesto l’incontro, la diagnosi è grave.

In sala pochi consiglieri, qualche sindaco e nemmeno un rappresentante della Asl o della regione.

“Oggi non siamo qui a difendere l’ospedale di Civita Castellana – dice Alberto Cataldi (FdI) – ma a fargli il funerale”.

Il perché è nei numeri. “Secondo la classificazione Asa – spiega Cataldi – ogni anno si effettuano 858 interventi, di cui il sessanta percento complessi, di terzo e quarto grado. Chiudendo terapia intensiva non si potranno più fare. Resteranno quelli meno complessi, scendendo a 350 – 400 interventi l’anno.

Una cifra che porrà l’Andosilla sotto soglia, quindi a rischio chiusura.

C’è anche uno spostamento degli infermieri verso altri reparti”. Non buon segnale.

“La scelta di chiudere terapia sub intensiva – insiste Cataldi – mette in ginocchio la struttura. Si tagliano interventi, portando verso la chiusura di Chirurgia.

Come conseguenza ci sarà la mobilità verso altri ospedali. Il commissario Macchitella non è presente, difficile avere un confronto”.

Scarsa la presenza di sindacati a palazzo Gentili.

“Sono il solo sindacalista – interviene Perazzoni – con queste premesse, non credo che l’ospedale rimarrà aperto”.

Salvatore Carai (Pd) si chiede che senso abbia discutere senza referenti regionali e della Asl, approva e sottoscrive Alessandro Angelelli (Pd).

“Bene la convocazione – spiega Angelelli – ma siamo in pochi, possibile poi che Macchitella non abbia un sostituto da mandare, un dirigente? Qualcuno doveva esserci”.

Che non ci siano rappresentanti della regione, Francesco Urbanetti lo reputa grave. “E’ un’assenza che mi dà fastidio – dice Urbanetti – perché leggo dichiarazioni sui giornali che con Zingaretti nella sanità siamo fuori dal tunnel, l’offerta sanitaria rimarrà sostanzialmente invariata l’offerta.

Ma quel sostanzialmente non mi ha convinto, non a caso due giorni dopo è arrivata la notizia della chiusura di terapia intensiva”.

Il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli sostiene come affermare che l’ospedale chiuda, fa male alla struttura e agli operatori sanitari. “Io direi – spiega Angelelli – che occorra parlare di sanità in generale, qual è il progetto complessivo.

L’Andosilla non è l’ospedale di Civita Castellana, ma serve una popolazione ben più vasta. Terapia intensiva c’è chi sostiene come la chiusura si l’effetto del decreto 80. Si può modificare”.

Alla fine, approvato un documento all’unanimità con cui si chiede di mantenere il reparto, e Zingaretti sospenda ogni iniziativa che vada in senso opposti, mentre i sindaci, come proposto dalla consigliera Ncd Laura Allegrini, sono invitati a sostenere l’ordine del giorno, in sede d’approvazione d’atto aziendale.

 


Condividi la notizia:
30 ottobre, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/