![]() Giannino Tiziani della Soprintendenza ![]() La pietà di Sebastiano del Piombo ![]() Apertura museo civico – Vittorio Sgarbi ![]() Apertura museo civico – Vittorio Sgarbi |
Viterbo – Altro che Vicenza. La Pietà di Sebastiano Del Piombo rimane a Viterbo.
Non si può spostare una tavola così preziosa e delicata. A mettere la parola fine alla discussione è la Sovrintendenza, cui spetta la decisione ultima (e anche la prima).
“E’ stata inviata la lettera all’amministrazione comunale – spiega Giannino Tiziani, ispettore territoriale per la Sovrintendenza – con il parere negativo e dal comune è stata chiesta una revisione del parere”.
Tiziani non si sbilancia, non vuole alimentare polemiche, ma si capisce come le possibilità di un ripensamento siano praticamente pari a zero.
Il perché sta nelle precarie condizioni della preziosa tavola, in legno di pioppo. Troppo fragile.
“Ci sono – dice Tiziani – molte comunicazioni da parte dell’Istituto superiore di restauro, che invitano a non spostarla e a non toccarla da dove si trova”.
In comune avrebbero dovuto saperlo, perché lo scorso anno, affinché arrivasse il nulla osta per portare l’opera dal museo civico a palazzo dei Papi, quindi per poche centinaia di metri, le difficoltà non sono state poche e gli accorgimenti da adottare pure.
L’opera va salvaguardata. Anziché farne tesoro e muoversi di conseguenza, in comune hanno fatto i conti senza l’oste.
Ovvero, annunciato uno scambio con Vicenza (a loro la Pietà e a noi due opere custodite ai musei civici per una mostra a Natale) prima ancora d’avere tutte le autorizzazioni del caso.
In tempi recenti La pietà ha lasciato Viterbo per Roma e l’ultima volta per Berlino, quando era sindaco Giulio Marini.
Solo che in quest’ultimo caso, l’idea non partì da palazzo dei Priori.
C’era stato l’interessamento e la spinta del ministero ai Beni culturali affinché l’opera fosse esposta nella capitale tedesca a una mostra dedicata proprio a Sebastiano Del Piombo.
Presupposti completamente diversi e soprattutto, tutt’altro tipo di garanzie sulla conservazione, essendoci il placet di ministero e sovrintendenza. Contro il prestito a Vicenza della Pietà da dicembre a giugno 2015 si era schierato anche Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, all’inaugurazione del museo civico aveva bocciato, definendola assurda, la scelta dell’amministrazione. Per due ragioni. Innanzitutto, non ha senso per Sgarbi riaprire il museo e dopo un mese togliere la principale attrazione. Poi, perché a suo dire, l’allestimento di Vicenza non merita.
Adesso si aggiungono anche motivazioni relative alla conservazione della tavola.
Quando si tratta d’opere di questa natura, bisognerebbe andarci coi piedi “del piombo”.
Giuseppe Ferlicca
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