Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 20 ottobre, si è svolta l’assemblea dei lavoratori Talete per motivare la decisione assunta dalle strutture sindacali territoriali, Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, Cisal e Ugl, di sospendere lo stato di agitazione e lo sciopero proclamato per contrastare le decisioni unilaterali del precedente CdA aziendale.
Tale decisione è scaturita dalla volontà palesata dal neo presidente Stefano Bonori di riprendere, entro la fine di ottobre, un confronto con i rappresentanti dei lavoratori, ripartendo dalle problematiche che avevano determinato la rottura del dialogo.
Le preoccupazioni avanzate dal sindacato sono state quelle relative al funzionamento dell’azienda, in particolare sulla definizione di un piano industriale sostenibile, definizione di un organigramma che rispondesse a logiche di corretta ed efficiente gestione del servizio, l’imitazione dell’appalto con conseguente recupero delle attività che possono essere gestite dal personale interno, presidio del territorio sul piano tecnico e amministrativo, come affrontare le difficoltà economico finanziarie di Talete, ecc.
Tutte problematiche in essere da anni e per le quali anche le istituzioni, i comuni soci dell’azienda idrica, la provincia di Viterbo e la regione Lazio, non hanno saputo o voluto veramente affrontare e risolvere. Sosteniamo questo poiché, a differenza di altri enti gestori del servizio idrico nella Regione Lazio, Talete è una azienda totalmente pubblica di proprietà dei comuni e i sindaci sono i diretti responsabili.
Le Rsa Cgil, Cisl, Uil e Cisal apprendono con stupore, e una certa dose di preoccupazione, quanto ieri enunciato dalla Ugl sugli organi di informazione in riferimento alla riunione svoltasi ieri con i lavoratori della Talete Spa.
Si rimane quantomeno stupiti nell’apprendere che la suddetta sigla sindacale, rappresentata da chi nella vita si occupa di altri settori, abbia sentito l’esigenza di fare tali esternazioni solamente ieri rispetto a una situazione tanto difficile, quanto a tutti da tempo nota.
Da anni, siamo preoccupati della situazione economico finanziaria della Talete Spa ma non possiamo non considerare il nuovo corso che il Cda recentemente eletto ha intesto intraprendere. Taglio netto con il passato, nuovo modus operandi rispetto rapporti tesi a salvaguardare, ciascuno per le sue prerogative, i livelli occupazionali e soprattutto il servizio rivolto all’utenza.
Tale nuova impostazione, certificata per altro anche dalle associazioni dei consumatori, ci permette di affrontare con più forza il confronto con gli enti locali prima fonte di preoccupazione dei dipendenti stessi per la reiterata mancanza di determinazioni rispetto la situazione in cui versa il servizio idrico.
Ben venga quindi anche l’ipotetica certificazione del bilancio da parte di una società esterna tesa a conoscere finalmente la reale situazione, in modo da pianificare un’attenta e risolutiva strategia operativa.
Rimaniamo in attesa di conoscere il piano industriale, iniziando un confronto fin dall’incontro del 4 novembre, teso a definire scelte organizzative e di risanamento dell’ente volto a migliorare il servizio. Resta inteso che in caso di ritardi e o mancati pagamenti degli stipendi, di cui si sente parlare da mesi, nonché da confronti con la nuova presidenza inconcludenti i lavoratori si vedranno costretti, loro malgrado, ad attivare forti iniziative di protesta.
Le Rsa aziendali Talete S.p.A
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