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Viterbo - Asl - Un team multidisciplinare che si occuperà della completa presa in carico della paziente

Tumore al seno, al via il modello organizzativo “Breast unit”

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Patrizia Chierchini

Patrizia Chierchini 

Luciano Pompei

Luciano Pompei 

Luigi Macchinella

Luigi Macchinella 

Poleggi, Frittelli, Macchitella, Chierchini e PompeiPoleggi, Frittelli, Macchitella, Chierchini e Pompei

Poleggi, Frittelli, Macchitella, Chierchini e Pompei 

Patrizia Frittelli e Luigi Macchitella

Patrizia Frittelli e Luigi Macchitella 

Viterbo – Équipe multidisciplinare, professionisti formati, protocolli standardizzati, elevato volume di attività, controlli di qualità e completa presa in carico della paziente, è ciò che caratterizza la Breast Unit.

È un percorso diagnostico terapeutico assistenziale per le donne affette dal tumore al seno che la Asl di Viterbo ha recentemente adottato, dopo un significativo periodo di intensa attività iniziato nel 2006 con la nascita del Centro integrato di senologia dell’ospedale di Belcolle.

“La “Breast unit” (BU) è ormai un modello organizzativo operativo nella nostra Asl – spiega la responsabile Patrizia Frittelli – ed è l’ulteriore passo in avanti che questa azienda ha voluto fare per tutte le donne colpite dal tumore della mammella. Il centro di alta specializzazione mette in pratica una forma di diagnosi e cura che, come dimostrato da numerosi dati della letteratura scientifica, aumenta le chances di guarigione, riduce la migrazione sanitaria e, di conseguenza, i faticosi viaggi della speranza”.

Il modello migliore per curare il tumore della mammella è la “Breast unit”, ovvero un’unità clinica che si avvale di tutte le figure specialistiche coinvolte nella diagnosi e cura di questa patologia. La finalità è la presa in carico globale della paziente con l’identificazione del miglior percorso diagnostico terapeutico personalizzato per ogni singolo caso basato su linee guida internazionali e dati scientifici. Le donne accedono alla BU con diagnosi sospetta o accertata di neoplasia mammaria.

Sono inviate dal programma di screening mammografico, attivo sul territorio dal 2003, dai medici della medicina generale, dalla radiologia di Belcolle e da tutte le radiologie della provincia. L’accesso all’ambulatorio senologico avviene entro le 24 ore dalla consegna alla paziente del referto da parte del radiologo. Alla donna viene comunicato l’esito della diagnosi e, se necessario, prescritto un esame di secondo livello.

Dal momento in cui viene diagnosticato fino al termine del percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale, la paziente non viene mai lasciata sola ed è costantemente informata in tutte le fasi del piano di trattamento predisposto dall’équipe multidisciplinare della Breast Unit. In qualsiasi punto del percorso la paziente può contare sul supporto psicologico.

Nella “Breast unit” sono presenti tutti i servizi e gli specialisti coinvolti nel processo di diagnosi e cura del tumore della mammella: radiologi, patologi, chirurghi, chirurgo plastico, medici nucleari, oncologi, radioterapisti, biologi molecolari, genetista, psicologi, angiologo, fisioerapisti della riabilitazione. Tutte le settimane viene svolto il meeting multidisciplinare, dove ogni caso viene discusso per pianificarne il trattamento chirurgico e post-chirurgico. Nel centro della Asl vengono trattate chirurgicamente in un anno circa 200 donne con tumore della mammella.

Inoltre, nel 75% dei casi la terapia chirurgica è “conservativa”, ovvero viene asportata una parte del seno che viene rimodellato secondo i criteri dell’oncoplastica.

Quando è necessario asportare l’intera ghiandola, la fase ricostruttiva viene avviata sempre contestualmente all’intervento demolitivo. Grazie a una stretta collaborazione con il medico nucleare e il radiologo, per le lesioni mammarie molto piccole, non palpabili, viene utilizzata una tecnica chirurgica radioguidata, ROLL, (eseguita solo in pochi centri italiani) che consente di fare piccole demolizioni molto mirate nel rispetto dell’integrità fisica della donna.

L’istituzione di una “Breast unit” presuppone l’esistenza di requisiti e volumi di attività (almeno 150 nuovi casi di neoplasia mammaria ogni anno) definiti da linee guida Europee a tutela della salute delle donne. Gli alti volumi di attività, gli elevati standard di qualità e un’organizzazione di lavoro multidisciplinare e il continuo monitoraggio degli indicatori di processo e di risultato, sono tutti requisiti che permettono l’individuazione di cure personalizzate, fulcro di una medicina moderna ed efficace.

“Tra i risultati che abbiamo già raggiunto con la Breast Unit – commenta il commissario straordinario della Asl di Viterbo, Luigi Macchitella – c’è la sua iscrizione a Senonetwork, un network nato nel 2012 che ha lo scopo di incentivare i contatti tra i vari centri e creare una rete di strutture sanitarie e professionali che operi secondo linee guida comuni. Il prossimo traguardo che intendiamo raggiungere è il riconoscimento della certificazione European cancer care certification”.

Per condividere con i cittadini il percorso intrapreso dalla “Breast unit”, domani nella Sala regia di Palazzo dei Priori, a partire dalle ore 16, si terrà un convegno dal titolo “Tumore al seno, sinergia tra ospedale e associazioni di volontariato. Incontro dibattito tra gli specialisti della “Breast unit” e le associazioni: il valore aggiunto del volontariato nel supporto alla donna con tumore della mammella”. L’evento è parte intrigante degli appuntamenti realizzati per Ottobre Rosa, la campagna di sensibilizzazione e di informazione promossa dalla Regione Lazio per prevenire il tumore al seno.


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16 ottobre, 2014

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