Viterbo – Abbiamo chiesto a Massimiliano Bellacima, vice presidente Scuola Sub Lago di Bolsena, di raccontare come si è arrivati al ritrovamento del relitto dell’aereo tedesco nei fondali del lago e soprattutto al sopralluogo fatto grazie a una complessa e difficile immersione di diversi uomini a una profondità di 117 metri.
– Questa storia nasce dalle numerose testimonianze di persone presenti all’epoca degli avvenimenti risalenti al periodo dell’ultimo conflitto mondiale che hanno conservato vivo il ricordo di un evento straordinario.
Alcune informazioni sulla zona del ritrovamento ci sono state fornite dai Vigili del fuoco sommozzatori, che nel 2007 si sono occupati della ricerca di un cittadino tedesco scomparso nel lago, hanno partecipato in una operazione congiunta altre autorità istituzionali come i carabinieri e la guardia di finanza nucleo subacquei.
Circa due anni fa il ricercatore e storico Gianluca Di Prospero, durante la presentazione di uno dei suo libri, mostrò le immagini realizzate dai Vigili del fuoco di questa scoperta (immagini realizzate con un robot).
A sette anni di distanza, la nostra associazione Scuola Sub Lago di Bolsena ha deciso di comune accordo con i Vigili del fuoco sommozzatori di Viterbo di proseguire le ricerche.
Ritrovato il relitto dell’aereo grazie all’aiuto di Biagio Puri, pescatore storico, abbiamo organizzato un’immersione per documentare di persona ulteriormente lo stato di conservazione dell’aereo, realizzando una ripresa video con l’intento di ottenere più dettagli possibili che ci porteranno alla difficile identificazione di questo aereo e del suo equipaggio, svolgendo così un’opera umanitaria per i caduti in guerra durante la seconda guerra mondiale.
Tale ritrovamento è stato prontamente comunicato all’arma dei carabinieri.
Massimiliano Bellacima
Vice presidente Scuola Sub Lago di Bolsena
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