Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Orgoglioso come capogruppo di Per il Lazio di aver firmato il provvedimento. Fiero di far parte di questa Regione, guidata da Nicola Zingaretti, che lo ha proposto.
Per la prima volta il Consiglio regionale del Lazio interviene in modo deciso e concreto sui vitalizi, mettendo mano non solo ai nostri – ai quali abbiamo rinunciato fin da subito, appena insediati, mettendovi la parola fine da qui in avanti – ma anche a quelli che sono stati già acquisiti in passato.
Infatti, per chi ha già acquisito il vitalizio, vale a dire i consiglieri delle passate legislature, la situazione sarà questa: non sarà più possibile beneficiare del vitalizio a 50 anni, così come accadeva fino ad oggi; innalzamento dell’età a 65 anni per chi deve ancora prendere il vitalizio; chi intende invece avvalersene a 60 anni, andrà incontro ad una penalizzazione del 5% per ogni anno che lo separa dal compimento del 65esimo anno; nel triennio 2015-2017 è prevista inoltre una riduzione temporanea per i vitalizi erogati agli ex consiglieri o titolari di reversibilità, calcolata in modo progressivo con quattro aliquote: fino ai 1500 euro lordi sarà dell’8%, dai 1501 ai 3500 euro del 10%, dai 3501 ai 6000 del 13% e oltre i 6000 euro del 17%.
Per chi invece, oltre al vitalizio regionale percepisce anche altri vitalizi, come quello da parlamentare italiano o europeo o da un’altra regione, le aliquote del contributo di solidarietà sono maggiorate del 40%; dopodiché, in attuazione di alcune disposizioni contenute nella legge di stabilità nazionale 2014, a decorrere dal 1 gennaio 2015 e per un periodo di tre anni, nei confronti dei consiglieri che superano quattordici volte il trattamento minimo Inps è prevista una decurtazione del 6 per cento per la parte eccedente il predetto importo lordo.
Tale aliquota cresce fino al 18 per cento se il vitalizio supera di trenta volte il trattamento minimo Inps (che è pari a 501,38 euro mensili nel 2014). Infine, i risparmi derivanti da tali misure di contenimento della spesa saranno versati all’entrata del bilancio dello Stato.
Un provvedimento storico che vede la Regione tagliare le spese senza colpire i servizi, i lavoratori, le famiglie e i cittadini, intervenendo con forza solo laddove è necessario intervenire.
Sanità, impresa, lavoro e territorio non si toccano, anzi si potenziano attraverso la riorganizzazione della rete ospedaliera, i bandi e la programmazione dei fondi europei al servizio delle persone e delle nuove generazioni che vogliono costruire il proprio futuro in modo solido e concreto.
Si toccano invece gli “eccessi e le storture” di un sistema che ha fatto il suo tempo. Perché è necessario voltare pagina, soprattutto per rispetto di famiglie, lavoratori e imprenditori che hanno dato l’anima per far crescere il nostro Paese e che oggi, e da anni, subiscono i duri colpi della crisi. Perché è così che si affronta la crisi, chiamando la politica a fare il proprio dovere. E il proprio dovere è tagliare innanzitutto i propri costi: quelli presenti e quelli che si sono accumulati in passato.
Dagli sprechi e dagli scandali della giunta Polverini, al rigore economico ed etico della Regione di Nicola Zingaretti. Un rigore che libera nuove risorse da destinare al potenziamento dei servizi.
Qualcuno dirà che si poteva fare di meglio. Perché si può fare sempre di meglio. Perché bisogna sempre tendere al meglio, soprattutto per gli altri. Soprattutto quando si riveste un ruolo istituzionale. Ma quello che è stato approvato questa notte dal Consiglio regionale rappresenta un precedente storico, unico nella storia della nostra Regione.
Una linea di confine dalla quale non si può più tornare indietro, ma solo procedere in avanti e in meglio.
Riccardo Valentini
Capogruppo di Per il Lazio al Consiglio regionale
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