Viterbo – (g.f.) – A volte capita di litigare al mercato e altre capita di litigare per il mercato. Si parla di banchi e il banco l’altro giorno ha rischiato di saltare.
Nell’ultima seduta di consiglio comunale sono volati gli stracci, rigorosamente in saldo, fra l’assessore Alvaro Ricci (Centro storico) e il suo collega Giacomo Barelli (Sviluppo economico).
C’è da approvare il nuovo numero di postazioni del mercato settimanale al Sacrario, che passa da 118 a 96. Di fatto si cristallizza la situazione attuale. Gli altri sono inutilizzati.Barelli presenta la proposta, è di sua competenza come Sviluppo economico, anche se a decidere è l’ufficio per il centro storico, referente Alvaro Ricci.
Rideterminare il numero è propedeutico allo spostamento del mercato dal Sacrario a valle Faul, una volta completati gli ascensori.
Barelli legge la proposta e… colpo di scena. Propone un emendamento al documento da lui stesso presentato, chiedendo che sia tolto dalle premesse il riferimento al fatto che la riduzione è propedeutica al futuro spostamento. Alvaro Ricci salta dalla sedia.
Ne nasce un acceso dibattito, tanto che la seduta viene sospesa. Per opportunità, lo scontro si sposta nell’ufficio del sindaco Michelini, dove a quanto è dato sapere, all’assessore Barelli senza troppi complimenti e senza sconti, è stato fatto presente che un assessore non può emendare una sua stessa proposta.
Anche al più sprovveduto, appare evidente che una mossa del genere significa essere in disaccordo con la stessa proposta. Ovvero, in disaccordo con sé stesso.
Senza contare che si tratta di una decisione presa dall’ufficio centro storico, alle dipendenze di Ricci. Non ci vuole molto a fare due più due.
Nel mirino non c’è tanto il provvedimento, quanto l’assessore Ricci. Tuttavia, “l’assalto” non va a buon fine, è la versione più accreditata dell’accaduto.
Dopo una sospensione di dieci minuti, si ritorna in consiglio e Barelli ritorna sui suoi passi. La proposta è approvata senza cambiare una virgola.
In zona Pd fanno notare come non è la prima volta in cui Viva Viterbo prova a fare lo sgambetto al responsabile di Urbanistica e Centro storico.
Quando è stato approvato il regolamento per il rifacimento delle facciate, Filippo Rossi ha votato un emendamento con l’opposizione. E l’altro giorno il presidente del consiglio ha lasciato la seduta prima che si discutesse del mercato. Annunciandolo a microfono aperto.
Per non votare? Per far apparire la mossa dell’emendamento frutto del caso? Per non apparire come suggeritore della mossa?
O forse perché dovendo discutere di banchi, ha lasciato il banco temendo un conflitto d’interesse?
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