Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come avevamo anticipato e sospettato mesi addietro, allarmando la cittadinanza e le istituzioni cittadine (per la maggior parte sorde, a dir poco!), la triste profezia si sta avverando.
Nel giro di sei mesi la forbice renziana colpirà inesorabilmente la città di Viterbo e la sua sicurezza con la chiusura di due fondamentali presidi di polizia: la sezione di polizia postale e delle comunicazione e il posto Polfer presso la stazione ferroviaria di Viterbo Porta Fiorentina. Si tratta di due uffici di fondamentale importanza per il mantenimento di uno standard accettabile di sicurezza nella nostra città.
Il posto di polizia ferroviaria presso la stazione Viterbo Porta Fiorentina è stato sinora un riferimento nevralgico del sistema “sicurezza” della città, non solo nel settore del trasporto ferroviario. E’ il primo ufficio di polizia chiamato a verificare e controllare il notevole flusso di persone che a vario titolo (turismo, lavoro) arrivano o transitano nella nostra città, ma è anche impegnato a vigilare costantemente sulla sicurezza dei viaggiatori e della stessa stazione ferroviaria.
Prevediamo le drammatiche conseguenze della sua chiusura dal punto di vista della sicurezza: la stazione di Viterbo diventerà un porto franco. Anche in questo caso, come in quello della polizia postale, il risparmio è veramente risibile: i locali sono messi a disposizione del personale di polizia dalle stesse ferrovie.
La polizia postale e delle comunicazioni è un ufficio specializzato nelle indagini informatiche (reati pedo-pornografici e truffe online) in un contesto in cui è sempre maggiore il numero di reati commessi all’interno e per mezzo della rete internet. La polizia postale ha sempre rappresentato un riferimento di alta professionalità per coloro che – purtroppo in numero sempre maggiore – hanno dovuto subire le “angherie” della rete.
A scopo preventivo, i colleghi di tale ufficio hanno tenuto anche specifiche lezioni all’interno di istituti scolastici viterbesi, finalizzate a mettere a conoscenza i nostri ragazzi dei costanti e sempre maggiori pericoli insiti nella rete Internet. Mentre i reati informatici sono in crescita esponenziale si decide, sulla base di una discutibile asserita necessità di razionalizzazione delle risorse, di chiudere tale ufficio.
Il risparmio, come il Sap ha accertato e riferito sin dall’inizio, soprattutto se messo in relazione alla grave perdita di sicurezza che ne deriverà, è praticamente nullo: si tratta di pochi “spiccioli” relativi alla gestione dell’Ufficio le cui spese, peraltro, sono assicurate dalle stesse Poste Italiane.
Ebbene, sinora si è inteso fare propaganda politica a spese della sicurezza dei cittadini. Noi del Sap lo abbiamo denunciato da subito e pubblicamente, e continuiamo a farlo nonostante la sordità delle istituzioni, anche perché non sono questi i metodi con i quali si possono razionalizzare le risorse. Da mesi abbiamo promosso, a livello nazionale, con manifestazioni in tutte le piazze d’Italia, la raccolta di firme per la riduzione e la razionalizzazione delle sette forze di polizia che operano in Italia (unico caso in Europa). Questo è il percorso ritenuto necessario per far risparmiare veramente ai contribuenti le esorbitanti spese della gestione burocratica di sette diversi apparati. Invece di economizzare su tali ingenti ed inutili spese di mantenimento si decide di tagliare direttamente sulla sicurezza dei cittadini.
Il Sap a Viterbo, così come in tutt’Italia (ove i tagli dei presidi di Polizia vanno a formare una drammatica forbice a scapito della sicurezza), continuerà a gridare, rendendola pubblica, tale scandalosa manovra nella speranza che la percezione da parte delle reali vittime (i cittadini) possa porre un freno alla sua compiuta realizzazione!”. Per questo il Sap di Viterbo scende in piazza. Il 26 novembre dalle 10 alle 12 con un sit-in in piazza del Comune.
Segreteria provinciale Sap
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY