Viterbo – Costa più il sacro o è più caro il profano? Difficile stabilirlo.
La mostra in corso, nella parte compresa fra comune e piazza del Gesù, ha ancora un costo stimato. Anche nel suo complesso.
A conti fatti si calcola che costerà qualcosa come 45mila euro. Presunti.
Alla somma si arriva calcolando la posa in opera delle pareti attrezzate per i dipinti, quindi l’illuminazione.
A led e sui quadri, in compenso si risparmia su quella dei due ambienti, cappella Palatina e sala della Madonna di palazzo dei Priori.
Immerse in una penombra da attenti ai borseggiatori.
Quindi soldi per totem e pannelli illustrativi, gli opuscoli e 150 manifesti 70 x 100.
Nei 45mila sarebbe ricompreso anche il catalogo scientifico predisposto per l’occasione, anche se in conferenza stampa di presentazione era stato spiegato come la realizzazione si era resa possibile grazie a fondi esterni.
La guida della mostra è in vendita a quindici euro.
Tanto per il Sacro quando per il Profano, è occorso noleggiare le strutture espositive, compresa quella che alla chiesa in piazza del Gesù sostiene in alto le quattordici virtù di palazzo Spreca.
Servono inoltre un servizio di vigilanza e il trasporto. Museo civico, andata e ritorno.
Infine le consulenze.
Il tutto fa presupporre che saranno spesi, appunto, 45mila euro.
Per una replica dell’esposizione delle virtù di palazzo Spreca, seppure più altolocata e lo spostamento dalla struttura civica al comune d’altre opere.
Del resto, la prerogativa fondamentale della mostra è valorizzare e conferire visibilità e prestigio al museo civico.
Come si raggiunga lo scopo svuotandolo d’opere, è un mistero. Fra il sacro e il profano.
Giuseppe Ferlicca
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