Viterbo – Impronte, dna, telecamere. Anche il più minuscolo indizio è al vaglio dei poliziotti per stanare i rapinatori del Monte dei Paschi di Siena (video – fotocronaca – slide).
Il caso è in mano alla squadra mobile di Fabio Zampaglione, subito recatosi sul posto, ieri pomeriggio, appena dato l’allarme dalla filiale.
Almeno quattro persone, a volto coperto, dal forte accento campano, sono entrate nell’istituto di credito in Corso Italia 6, passando da un accesso laterale.
Da indiscrezioni sembrerebbe che tutti avessero in mano una pistola. E una delle armi da fuoco è stata abbandonata sul vialetto dell’ingresso secondario da cui i rapinatori sono entrati.
Le indagini di Zampaglione e i suoi cominciano anche da lì: sull’arma giocattolo, i malviventi potrebbero aver lasciato impronte utili, da repertare e analizzare. Sempre che non indossassero guanti. In alternativa, i poliziotti andrebbero a caccia di eventuali tracce di dna e di ulteriori particolari captati dagli occhi elettronici del sistema di sicurezza.
La scena sarebbe stata ripresa interamente, dall’arrivo all’uscita a piedi dei rapinatori, con la fase intermedia dei clienti e dipendenti legati con delle fascette.
Dall’istituto di credito sono usciti con almeno 37mila euro. La città è stata praticamente cinturata, per cercare di bloccare ogni via d’uscita ai rapinatori, comprese Porta Romana e Porta Fiorentina. Per una buona mezz’ora è stato blocco quasi totale del traffico. I carabinieri si sono appostati sulla Cimina, a Orte e sulla Cassia Sud. Ma dei rapinatori, almeno per ora, nessuna traccia.
E’ possibile che, oltre ad armi giocattolo, come quella trovata sul vialetto, i malviventi fossero in possesso anche di pistole vere. La polizia dovrà indagare anche su questo.
– Pistole in pugno rapinano banca al Corso
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