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Viterbo - L'obiettivo del progetto Apreinf coordinato dal professor Raffaele Casa è lo sviluppo di un sistema per la riduzione del diserbo chimico

Droni e Gps per ridurre l’impiego di fitofarmaci

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Viterbo - Università della Tuscia

Viterbo – Università della Tuscia

Viterbo – La produttività delle colture è fortemente ridotta dallo sviluppo delle specie infestanti, ed il loro controllo è indispensabile per un’agricoltura effettivamente remunerativa.

Se non si mettessero in atto sistemi di controllo, si stima che le perdita di prodotto raggiungerebbe il 23-30% nel frumento, il 34- 37% nel mais, il 33,3% nella soia, il 50% nella bietola e più del 50% nel riso.

Tuttavia l’impiego continuo dei diserbanti ha favorito nel tempo lo sviluppo di una serie di problemi agronomici ed ambientali. La Direttiva 2009/128/CE dell’Unione Europea evidenzia la necessità di razionalizzare l’impiego degli agrofarmaci, riducendo il ricorso alla chimica di sintesi per migliorare la qualità delle colture, la sicurezza degli operatori e la salute dei consumatori risparmiando, tra l’altro, sui costi di produzione.

La sfida è quindi quella di mettere a punto sistemi di gestione delle malerbe che siano economici, efficaci e con un ridotto impiego di erbicidi.

Una possibile soluzione viene dall’agricoltura di precisione che mediante il telerilevamento, il Gps e le tecnologie informatiche ed elettroniche, permette di tener conto della distribuzione spaziale delle infestanti all’interno dei campi coltivati e consente di ridurre l’impatto ambientale ed i costi del diserbo.

Le infestanti, infatti, non sono distribuite in maniera uniforme né casuale all’interno degli appezzamenti, ma hanno di solito una distribuzione aggregata, con zone a forte infestazione che si alternano a zone non infestate.

L’obiettivo del progetto Apreinf coordinato dal professor Raffaele Casa del Dafne e finanziato dal MiPaaf, è quello di sviluppare un sistema basato sulle tecnologie proprie dell’agricoltura di precisione per la riduzione del diserbo chimico e di valutarlo in modo da poterne quantificare eventuali vantaggi in termini agronomici, economici ed ambientali.

Al progetto partecipa l’Imaa, un istituto del Cnr specializzato nel telerilevamento iperspettrale e l’azienda agro-meccanica Lopez di Vetralla, un’importante realtà del conto-terzismo della provincia di Viterbo.

Una prima prova sperimentale si è già svolta nel corso del 2014 presso Vetralla su 2 campi coltivati a mais da insilato. Durante la sperimentazione sono state messe a confronto 2 tipologie di trattamento per l’applicazione del diserbo in post-emergenza su mais: l’applicazione uniforme del diserbo secondo i principi dell’agricoltura convenzionale e l’applicazione localizzata secondo i principi dell’agricoltura di precisione.

Sono stati acquisiti dati tramite drone, cioè Uav (Unmanned Aerial Vehicle), elaborati in maniera da fornire mappe dell’incidenza delle zone infestate all’interno degli appezzamenti colturali. L’utilizzo dell’Uav come strumento per il telerilevamento è stato preferito rispetto ad altri strumenti come le piattaforme aeree o il satellite perché più adatto alle esigenze dell’agricoltura di precisione per: il costo inferiore, l’ampia disponibilità commerciale, l’elevata risoluzione delle immagini (4-10 cm), le tempistiche di acquisizione e la possibilità di acquisizioni anche in condizioni di cielo nuvoloso.

La bontà delle mappe ottenute è stata valutata attraverso rilievi a terra eseguiti in corrispondenza dell’acquisizione del drone. Tali mappe sono state utilizzate per poter applicare il diserbo limitatamente alle aree infestate.

L’applicazione del diserbo è stata eseguita con irroratrice equipaggiata con computer di bordo e Gps. Tale irroratrice era stata appositamente modificata in modo da poter gestire 12 sezioni indipendenti, ciascuna di 2 m, e distribuire il diserbante solo nelle zone infestate, indicate dalle mappe caricate sul computer di bordo (gestione sito-specifica).

Il confronto tra le 2 tipologie di trattamento (applicazione uniforme e sito-specifica) è stato effettuato valutando le differenze tra le produzioni a fine ciclo. La gestione sito-specifica delle infestanti, basata su dati acquisiti tramite Uav, ha portato ad una riduzione totale del diserbante di circa il 25% in media: per un campo la riduzione del diserbante è stata del 39% con conseguente calo della dose ad ettaro passando dai 2 l ha-1 del trattamento uniforme a 1.2 l ha-1 mentre per l’altro campo la riduzione è stata del 14% con la dose scesa a 1.7 l ha-1. Sono attualmente in corso ulteriori sperimentazioni su altre colture.

Il 12 dicembre all’Università della Tuscia saranno illustrate le tecniche dell’agricoltura di precisione per la gestione più sostenibile delle infestanti ed i primi risultati del progetto e verrà anche effettuata una dimostrazione in campo di queste tecnologie.


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10 dicembre, 2014

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