Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Talete, i sindacati tuonano: troppe strumentalizzazioni.
Si è svolta martedì 2 dicembre l’assemblea dei soci di Talete per discutere dell’approvazione del progetto di rilancio e risanamento dell’azienda (Parca) per migliorare la gestione dell’acqua potabile. Il progetto, elaborato su richiesta dell’assemblea dei soci dello scorso agosto, si è reso necessario per avviare un processo di risanamento dell’ente, che porti ad un miglioramento del servizio e della qualità dell’acqua attraverso una riorganizzazione tecnica-organizzativa, alla riduzione degli sprechi e al reperimento di risorse economiche anche attraverso la ricapitalizzazione ad opera dei soci.
All’assemblea sono stati invitati anche i sindacati di categoria che hanno denunciato di nuovo la forte preoccupazione per il futuro dell’ente e di conseguenza del servizio offerto. Preoccupazione che non deriva solo dalla mancanza di fondi, che di fatto determina difficoltà per i lavoratori e riduce la qualità del servizio, ma anche e soprattutto per la scarsa attenzione che la politica dedica alla risoluzione del problema. Dei quarantaquattro comuni soci, all’assemblea erano presenti solo ventiquattro sindaci; un atteggiamento inopportuno per i sindacati, vista la gravità della situazione.
Inoltre, sempre per i sindacati, la discussione è stata incentrata da alcuni amministratori più sulla strumentalizzazione di natura politica, che sulla reale volontà di migliorare il servizio offerto ai cittadini. La Provincia e i sindaci di centro-destra hanno ritenuto opportuno votare contro il provvedimento, a differenza dei comuni di centro-sinistra, che hanno approvato il progetto ad esclusione del punto relativo alla ricapitalizzazione dell’azienda che dovrà essere approvato da tutti i soci membri e che sarà in discussione alla prossima assemblea.
Un atteggiamento superficiale, per il sindacato, quello dei soci che hanno votato contro giustificandolo con l’accusa alla Regione Lazio di non aver commissariato i comuni della provincia non ancora entrati a far parte del gestore unico di Talete. Più incoerente appare il no al provvedimento del sindaco di Montalto di Castro, visto che è uno dei comuni inadempienti.
La situazione dimostra ancora una volta la strumentalizzazione del servizio da parte della politica e la scarsa volontà di andare incontro alle necessità dei cittadini l’assenza della metà dei sindaci dei comuni e l’atteggiamento scorretto della Provincia che evita il ruolo di garante e scarica ancora una volta la responsabilità alla sola Regione Lazio sottolineano una disattenzione che rende poco credibile il futuro dell’ente e dei servizi.
Non sono mancati momenti di tensione nel corso della riunione. L’ex presidente di Talete Fedele, incalzato dal segretario della Filctem Cgil Viterbo Valentino Vargas sulla mala gestione del servizio, ha reagito con frasi inopportune e offensive. Per questo motivo il segretario provinciale della Filctem di Viterbo, non ha escluso un possibile ricorso alle vie legali, in assenza di pubbliche scuse.
Per questi motivi le organizzazioni sindacali si trovano quindi costrette a chiedere un incontro urgente con il prefetto di Viterbo insieme alla Regione Lazio, la Provincia di Viterbo, l’Autorità d’ambito di Viterbo e la Talete spa in quanto la situazione drammatica di Talete sta mettendo a rischio gli stipendi dei lavoratori e determinando difficoltà alla qualità del servizio idrico e all’approvvigionamento dei materiali necessari allo svolgimento delle attività.
Filctem – Cgil
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