Viterbo – (g.f.) – “Finora abbiamo fallito.
Per primo il sindaco, ma non mi tiro indietro, è pure un mio fallimento, volevo raggiungere obiettivi per la città. Non è stato così”.
Arriva per tutti il giorno di tirare fuori i sassolini dalle scarpe e per il capogruppo Pd Francesco Serra quel giorno è stato ieri.
Consiglio comunale per eleggere il presidente, ovvero la presidente De Alexandris.
“C’è una distanza enorme fra noi e la città, dobbiamo riavvicinarci”.
Serra ha parlato prima della votazione. Probabilmente per riavvicinarsi alla gente non intendeva il caos e lo scontro in cui sarebbe degenerato poco dopo il dibattito in consiglio.
“Immaginavo una maggioranza di centrosinistra diversa. Una sinistra diversa al governo della città, che s’incardinasse su principi come trasparenza, innovazione, che prendesse quei quattro o cinque elementi e cominciasse a lavorarci.
Verso questo ho cercato d’orientare il governo. Mi assumo la responsabilità di non esserci riuscito. Ma penso che si possa ancora fare, impegniamoci”.
Ieri il centrosinistra si è impegnato nel lancio degli stracci. Per il resto c’è tempo. La città è distante.
Serra torna sulle vicende di questi giorni, la scelta del presidente del consiglio.
“Speravo nella scelta di un candidato condiviso dalla maggioranza e con un successivo confronto con l’opposizione. Nessun patto del Nazzareno, semmai un dialogo franco che non si è mai visto in queste sale, da quando governava il centrodestra”.
Quindi la sua candidatura: “Sono stato candidato dal mio partito e dal mio stesso partito, trombato. Non ho chiesto prebende o posti di posizione.
Sono il consigliere anziano, capogruppo. Ritenevo che potessi avere un ruolo istituzionale.
Detto questo, non è un problema non averlo ottenuto, non lo è mai stato”.
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