__

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Economia - Viterbo - La storia di Rossella Gargano giovane 32enne che insieme alla sorella Serena, da qualche mese, gestisce in via Garbini un locale che vuole portare un tocco di internazionalità in città

Garbo… la finestra della cucina sul mondo

di Pippi

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini 

L'interno di Garbo

L’interno di Garbo

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Rossella e Serena Gargano, le sorelle "Garbo"

Rossella e Serena Gargano, le sorelle “Garbo”

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Garbo in via Garbini

Viterbo – Garbo… la finestra della cucina sul mondo.

Voleva portare un pezzo di America a Viterbo. Dare a chi va a mangiare nel suo locale la sensazione di sentirsi catapultato nella Grande mela e magari guardare fuori e immaginare il tram tram di New York.

Un’esperienza oltreoceano per cui non serve, dunque, andare tanto lontano perché da qualche mese, in via Garbini, Garbo prova a far volare di fantasia i suoi clienti. Assaporando piatti per sentirsi in un secondo a Parigi, Malibù o New York.

Rossella Gargano, 32 anni viterbese, è ingegnere industriale, ma con una grande passione per il cibo e i viaggi. A 23 anni inizia a lavorare per le case automobilistiche Ferrari e Maserati e si appassiona di marketing. Poi parte per New York e lì scatta la scintilla. Si accende la lampadina che la spinge a lanciarsi in una nuova avventura. Nostante la crisi. Nonostante la paura.

“Amo il modo in cui gli americani concepiscono il “food”, il cibo – dice Rossella -, in particolare a livello di marketing e visual. L’Italia punta più sulla qualità, loro invece si dedicano più all’immagine. Durante la mia esperienza oltreoceano, è iniziata a crescere in me l’idea di voler fare qualcosa in questo ambito e dopo aver collaborato in Svizzera con la Royal delicatessen, un’azienda di import/export nel settore del cibo, ho deciso di voler aprire un posto per conto mio. Volevo farlo a Viterbo per renderlo il banco di prova e da qui avviare una catena franchising”.

Dopo l’idea è arrivato il concept, il progetto del locale. “E’ fatto di due colori, bianco e tortora, con la boiserie in legno e le targhe, sempre in legno, che faccio io a mano per indicare prezzi e piatti. Volevo fare un “espresso bar” rivolto per lo più agli uffici negli orari di colazione e pranzo. Ecco perché ho scelto via Garbini che mi avrebbe permesso di avere un pubblico più ampio. Negli Usa, per avere successo nel business ci sono tre regole da rispettare: “location, location, location”. Il posto è fondamentale”.

Quindi il nome… Garbo. “L’ho scelto una sera a cena coi miei amici. Volevo una parola che fosse sinonimo di cortesia ed eleganza, che somigliasse a un cognome, che fosse breve e pronunciabile allo stesso modo in tutte le lingue. Ho fatto i lavori in meno di un mese perché avevo bene in mente quello che volevo rendere e quindi ho aperto. E’ un orgoglio vederlo funzionare e crescere ogni giorno di più”.

Nel locale Rossella ha messo un tocco personale. “Garbo rispecchia la mia personalità, è un po’ come me che sono nata a Viterbo e ho radici qui. Poi però dopo la laurea a Roma ho aperto gli orizzonti e ho iniziato a lavorare all’estero. Vorrei che lo stesso facesse il mio locale, partendo da Viterbo, che è la cellula che ha originato tutto, per poi raggiungere nuovi confini. Voglio aprire in America e poi in Svizzera. Porterò Viterbo nel mondo”.

I piatti racchiudono la semplicità. “Sono puliti e basati sulla cucina mediterranea. E’ possibile fare dalle degustazioni con ingredienti a km 0 come formaggi e carni. Non mancano i prodotti locali, come la mozzarella di Cioffi, che può essere portata via o fresca o tagliata in piatti in abbinamento ad altri ingredienti come il salmone affumicato o il prosciutto crudo. Poi ci sono i primi, le paste, i risotti, gli sformati, le carni, argentina e irlandese, che cuociamo sulla braceria.

Tutto è di produzione. Anche la pizza e il pane vengono sfornati freschi tutte le mattine a partire dalle 8. E’ tutto espresso e si prepara sul momento. Non mancano dolci con la pasticceria, i biscotti, le torte, i cubetti di cioccolato bianco ripieni di nutella, la bavarese, le crostete e il classico new york cheesecacke. Abbiamo un menù alla carta che al buffet che permette di trovare pronto all’istante per servirsi da soli con rapidità. Si mangia ascoltando della buona musica in sottofondo e, dopo un po’ di relax, si ritorna al lavoro.

Ad aiutarla, la sorella Serena – da poco laureata in Scienze comunicazione e pubblicità, socio maggioritario responsabile dell’andamento operativo quotidiano di Garbo – e i genitori che la sostituiscono quando Rossella è in giro per il mondo. “L’ambiente è caldo per far sì che chi viene per pranzo abbia quasi l’impressione di essere stato all’estero. Una specie di toccata e fuga a Parigi, Malibù o in qualche bistrot newyorkese in cui l’atmosfera che si respira è proprio quella che ho cercato di rendere grazie alle immagini catturate negli anni e alle esperienze vissute. Del resto, lo stile “shabby” che ho scelto si è sviluppato molto nella grande mela. E’ un modo per allontanarsi momentaneamente dal contesto quotidiano e staccare”.

Rossella, con grinta e determinazione, ha raggiunto il suo obiettivo, dimostrando così che si può andare oltre gli ostacoli della crisi economica. “Sono soddisfatta e contenta quando sento i miei clienti dire di aver davvero avuto la sensazione di essere in un posto straniero. Questo mi ha spinto ad andare avanti e ad aprire anche il venerdì e il sabato per la cena con la pizzeria a legna e la braceria. All’interno c’è, infatti, una sala di 200 metri in cui spesso vengono organizzati gli eventi. Vado avanti perché i miei sogni stanno prendendo piede. Basta crederci. E’ l’amore per il cibo che contraddistingue Garbo. Il locale nasce da una mia storia personale che forse un giorno racconterò. L’amore per quello che si fa e per il proprio lavoro realizza i desideri. La passione muove tutto”.

Pippi

2 febbraio, 2015

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564