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Viterbo - Il sindaco Leonardo Michelini ricorda il presidentissimo del sodalizio dei facchini all'indomani dalla scomparsa

“Un uomo libero, coerente e legatissimo alla sua Rosa”

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Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini

Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini

Nello Celestini

Nello Celestini

Viterbo – “Colui che più di ogni altro rappresentava l’identità viterbese. Un uomo legatissimo alla tradizione e a santa Rosa, eppure profondamente libero”.

Era questo, per Leonardo Michelini, Nello Celestini.

Il sindaco lo ricorda come una persona forte, sincera e, soprattutto, coerente in ogni sua scelta e in ogni sua posizione assunta nella lunga “carriera” di facchino di santa Rosa.

“Nello Cestini rappresentava l’identità viterbese nel senso più pieno del termine – dice Michelini -. Era attaccato alla sua città in maniera inscindibile, ma nonostante questo è riuscito sempre a dimostrare di essere un uomo libero. Libero perché non ha mai legato più di quanto fosse necessario con il mondo politico. Libero perché negli anni andava sempre dritto per la sua strada a portare alto il nome della sua amata santa Rosa di fronte a chiunque”.

Una libertà di pensiero e di spirito che era la più alta e nobile conseguenza al suo essere un instancabile lavoratore.

“Nello Celestini veniva dal Consorzio agrario – ricorda il sindaco -. Non era uno che passava le ore dietro a una scrivania o che doveva intrattenere rapporti per fare carriera. Era un uomo di fatica, di sudore, di coraggio. Trasportava i sacchi di farina e la macchina di santa Rosa: il sacrificio e la devozione per lui erano una cosa sola”.

Un uomo, infine, essenza stessa dell’essere facchino di santa Rosa.

“Al di là dei presunti dissapori che in questi ultimi mesi vedono i facchini e il Comune di Viterbo su due fronti diversi – conclude Michelini – io penso che Nello fosse proprio il facchino per eccellenza. Tutti loro, infatti, vivono in maniera totalizzante il rapporto profondo che hanno con la patrona della nostra città e con la tradizione del trasporto. Un legame inscindibile che merita enorme rispetto”.


La nota ufficiale del comune di Viterbo

Fatica e devozione. Sulle sue spalle sacchi di farina ogni giorno e la Macchina di Santa Rosa ogni tre settembre. Il lavoro quotidiano al consorzio agrario e la sua grande passione per la nostra Santa.

Questo è stato Nello Celestini per gran parte della sua vita. Un uomo che racchiude il significato della viterbesità più autentica, più vera. Il sindaco Leonardo Michelini lo ricorda in questo modo Nello Celestini,  “padre” del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, facchino, esempio di vita, di fede e devozione.

“Conosceva lo spirito di sacrificio, sapeva cos’era la fatica – aggiunge il sindaco -. Adorava i “suoi leoni”, i facchini. Li ha seguiti per tanti anni davanti la Macchina, da presidente del Sodalizio, poi da capofacchino, e poi ancora da presidente onorario di quel sodalizio che lui stesso ha fondato. Ha saputo trasmettere quei valori preziosi e indispensabili che fanno di uomo un vero facchino, degno di portare sulle proprie spalle la nostra Rosa”.

Presente a quasi tutte le cerimonie dedicate alla santa patrona. Ogni 3 settembre e non solo.

“Ricordo lo scorso 27 maggio al palazzo papale in occasione del trentesimo anniversario della visita pastorale di Papa Giovanni Paolo II a Viterbo. Il pontefice a cui Nello aveva stretto la mano in occasione di quel trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa del 1984. Un uomo forte e coraggioso, come in molte occasioni ha dimostrato di essere. Mi viene in mente la sera del 3 settembre 1986. La tragedia sfiorata all’arrivo di Armonia celeste davanti alla basilica di Santa Rosa. Con la fede nel cuore e la grinta di un leone trovò il coraggio e la forza di rimettere in piedi una situazione di grande difficoltà e pericolo. Quel suo coraggio lo trasmise a tutti coloro che erano sotto la Macchina, chi piegato sulle ginocchia, chi fortemente provato dal peso e dal dolore. “Raga’, tiramo su sta Machina”.

Oggi, a quasi trent’anni da quel 3 settembre, ricordiamo lo spavento dei presenti, la forza dei facchini, il coraggio di Nello e il pensiero di tutti a santa Rosa. Era un uomo libero, nel pensiero e nello spirito, un uomo di grande coerenza e moralità, fortemente attaccato alla tradizione della sua Viterbo. 

Nello era facchino nel cuore, non solo con il fisico. A Nello vogliamo dedicare un riconoscimento speciale per l’inestimabile contributo che ha dato a questa città durante la sua vita. Lo faremo in occasione delle prossime festività di Santa Rosa – conclude il sindaco -. A nome mio personale, di tutta l’amministrazione e dell’intera città di Viterbo, le più sentite condoglianze alla famiglia di Nello, ai figli Lorenzo e Laura, e a tutto il Sodalizio Facchini di Santa Rosa”.


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15 febbraio, 2015

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