Viterbo – Presidente del consiglio, la maggioranza non ha un nome da proporre, oggi era in programma la seduta di consiglio per eleggere il successore di Filippo Rossi e fra tutte le opzioni che il centrosinistra aveva, per arrivare o evitare l’appuntamento, ha scelto la via più impervia.
Con una lettera, il sindaco Leonardo Michelini ha chiesto al presidente del consiglio facente funzione Patrizia Frittelli di rinviare al 24 febbraio la discussione, per impegni improrogabili.
E dall’opposizione Santucci insorge: “Tutti a casa”.
Si dice che la motivazione sia da ricercare nella visita di Zingaretti. Bene.
Solo che il presidente della regione è a Viterbo alle 11.30 per inaugurare il nuovo treno Vivalto, quindi avrà un incontro con amministratori e sindaci Pd. A pranzo.
Per le 15 al massimo, ripartirà per Roma.
Il consiglio comunale era in programma alle 15.30. E non inizia mai a quell’ora. Di solito si va ben oltre le 16.
C’era tutto il tempo di rendere omaggio al presidente e quindi andare a palazzo dei Priori. Il problema è: a fare cosa?
Sul candidato alla presidenza è buio pesto. Meglio rinviare, si saranno detti. A martedì prossimo. Ore 15.30.
Arriva anche la comunicazione ufficiale ai capigruppo. Che di ufficiale non ha nulla. E’ carta straccia.
Ammettendo che le ragioni del rinvio fossero giuste, una nuova seduta di consiglio comunale la può indire il presidente del consiglio, sentita la conferenza dei capigruppo. Non il sindaco.
Invece nessuna riunione è stata convocata. In compenso è arrivata l’informazione alla stampa con la nuova data.
Valore zero. Tanto che la presidente Frittelli dovrà fra oggi e domani convocare i capigruppo per decidere.
E non è detto che il nuovo consiglio ci sarà martedì e non è detto che sarà di pomeriggio.
Un bel pasticcio. Tu chiamala se vuoi, inesperienza. A voler essere buoni.
Nel frattempo l’opposizione è su tutte le furie.
Santucci (Fondazione) tramite social network è netto: “Quando un sindaco come Michelini arriva a utilizzare metodi cialtroni per evitare un consiglio comunale dove si doveva discutere della nostra sanità, ci convince che è meglio chiudere qui l’esperienza comunale e andare tutti a casa”.
Per oggi hanno convocato una conferenza stampa, stessa sede e stesso orario in cui era in programma la seduta di consiglio fatta saltare.
Per esprimere la propria contrarietà. Perché le regole esistono e vanno rispettate.
Eventualmente se non piacciono si cambiano. Fino a quel momento, però, valgono.
Altrimenti chiunque la mattina si alza e decide come meglio crede. Che poi in effetti, è quello che è successo.
Giuseppe Ferlicca
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