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Viterbo - Elezione del presidente del consiglio - Lo esclude il sindaco Michelini che vorrebbe definire la questione entro la settimana - Su Taborri (Ncd) e la sua uscita dalla maggioranza: "Non penso lo farà e comunque tutti siamo utili, ma nessuno è indispensabile"

“No a rimpasti, cambi o nuovi assessori”

di Paola Pierdomenico
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Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini

Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini 

Viterbo – “No a rimpasti, cambi o nuovi assessori”.

Leonardo Michelini resta fuori dall’elezione del presidente del consiglio comunale. Lascia ai gruppi politici il compito di pensarci, ma mette dei paletti. Il sindaco chiede di scegliere un nome il più possibile condiviso dalla maggioranza, senza pensare a sconvolgimenti della squadra di governo. Spetta a lui nominare gli assessori e, dopo la recente verifica di maggioranza, Michelini esclude qualsiasi ritocco.

“Sono contrario al rimpasto – dice Michelini -. Ho finito un mese fa una verifica di giunta e mi sembrerebbe fuori luogo. Il presidente del consiglio deve avere un ampio consenso, perché è una figura di garanzia di tutti, anche della minoranza, con cui deve esserci un confronto. Non per concordare un nome, ma per informare sulla proposta della maggioranza. La votazione è a scrutinio per cui non vorrei che ci fossero sorprese ed è per questo che bisogna indicare un nome che tutti sostengono in maniera convinta. Concluso il giro di consultazioni, la delegazione del Pd, trarrà le conclusioni. Mi auguro che la prossima settimana si arrivi a una soluzione definitiva e concordata”.

Dietro al nome dell’ex Filippo Rossi, c’era un accordo elettorale con Viva Viterbo in vista del ballottaggio. Era stato Michelini a occuparsene. Ora, invece, tutto è nelle mani del consiglio. “In quel caso, il presidente poteva essere una soluzione non totalmente condivisa, perché frutto di un’intesa politica. Ecco perché a Rossi, in sede di votazione, è mancato qualche numero. Sbagliando o no, c’ho messo la faccia. Stavolta si torna alla normalità e tocca al consiglio decidere. Intorni ai nomi si è creata qualche discussione, ma è normale che ci sia un po’ di dibattito”.

Tra tutti Goffredo Taborri (Ncd) che ha puntato i piedi, chiedendo per il suo partito la presidenza o in alternativa un assessorato. In caso contrario, il consigliere ha anche minacciato di uscire dalla maggioranza. Dichiarazioni non impensieriscono il Pd, tra cui c’è anche chi definisce lo schieramento di Alfano solo “un partito di transfughi“. Minimizza anche Michelini. “Tutti siamo utili e nessuno è indispensabile, ma non credo comunque che si verificherà questa ipotesi. La scelta della squadra, poi, è una prerogativa del sindaco e, in questo scenario, non farò entrare nessuno e non ci saranno cambi o nuovi assessori“.

Il sindaco si augura che la vicenda possa risolversi in settimana. “L’attività dell’amministrazione va avanti, ma si deve arrivare a una soluzione. Se ci fossero stati stop, sarei intervenuto in prima persona. Non è così. I gruppi comunque trovino un candidato votabile da tutta la maggioranza. Se poi ci saranno anche i voti della minoranza – conclude Michelini -, ben venga. Quelli, però, sono solo degli “in più”.

Paola Pierdomenico


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9 febbraio, 2015

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