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Viterbo - Sandro Rossi ricorda il presidente onorario del Sodalizio, Celestini

“Nello ci ha insegnato a essere facchini”

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Sandro Rossi e Nello Celestini

Sandro Rossi e Nello Celestini 

Nello Celestini

Nello Celestini 

Viterbo – (f.b.) – “L’essenza stessa del sodalizio dei facchini di santa Rosa, un esempio di vita per tutti e per me una specie di “babbo” putativo”.

Poche parole, ma non di circostanza. Parole che escono dal cuore di un uomo che da Nello Celestini ha imparato tanto: l’attuale capofacchino Sandro Rossi.

“La scomparsa di Nello, anche se anziano, mi ha colpito immensamente – dice Sandro Rossi -. Proprio in questo momento sto andando da lui, dalla sua famiglia. E’ il minimo che possa fare per un uomo che mi ha dato moltissimo”.

Perché Nello Celestini accanto ai facchini, a santa Rosa e a Sandro Rossi, c’è stato sempre ed ha insegnato a tutti qualcosa.

“Era l’emblema della nostra grande famiglia – continua Rossi -. Sempre al di fuori dalle logiche della politica e allo stesso tempo sempre dentro la tradizione della macchina di santa Rosa. E’ Nello che ci ha insegnato ad essere facchini. Era un esempio di vita, da lui c’era solo che da imparare”.

E nessuno più di Sandro Rossi ha sentito la necessità di provare ad essere come lui o, almeno, ad assomigliargli un po’.

“E’ impossibile essere come Celestini – dice ancora Rossi con la voce rotta dall’emozione -. Io ho sempre provato a fare tesoro di quanto ci trasmetteva. Da quando sono diventato capofacchino gli ho chiesto consigli e ho provato ad ascoltare i suoi silenzi. Perché anche quando parlava poco, sapeva insegnare. Spero di essere stato un bravo discepolo, io ce l’ho messa tutta”.

Ma Nello, per Sandro, era molto di più di un maestro.

“Penso di non esagerare se lo definisco il mio “babbo putativo” – conclude Sandro Rossi -. E’ lui che mi ha messo sotto la macchina quando era giovanissimo. Senza Nello sarà tutto più difficile”.


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15 febbraio, 2015

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