Viterbo – (g.f.) – Ce la faranno i nostri consiglieri a eleggere il presidente del consiglio il 19 febbraio?
E soprattutto, riusciranno entro quella data a far convergere tutti o quasi, da Oltre le Mura al Pd, passando per Viva Viterbo e magari pure Lista civica su un unico candidato?
L’operazione, almeno a oggi, appare disperata. Ma ormai una data ormai c’è. L’ha decisa ieri la conferenza dei capigruppo e il centrosinistra per evitare figuracce dell’ultimo momento, le studierà tutte.
Anzi. Le sta già studiando.
Nessuno fra Serra (Pd) e il candidato civico o quasi che potrebbe essere Maurizio Tofani ha i numeri necessari, diciassette voti, per salire in quello che fu il posto di Filippo Rossi.
Per questo, stando a voci che circolano, il Partito democratico starebbe cercando convergenze dall’altra parte degli scranni, nei banchi dell’opposizione.
Siccome c’è da eleggere il presidente ma pure il suo vice, a qualche mente democratica sarebbe venuta l’idea di proporla nientemeno che a Gianluca De Dominicis, Movimento 5 stelle. Con il seguente ragionamento: se il Pd vota un cinque stelle alla vice presidenza, poi il cinque stelle voterà un democratico alla presidenza.
Non è dato sapere se la proposta sia stata formalizzata o sia ancora fra i pensieri di chi l’ha avuta e soprattutto, nel primo caso, come potrebbe averla presa il pentastellato consigliere.
La mossa è al tempo stesso astuta e ardita.
Senza però avere prima fatto i conti con l’oste Grillo.
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