Viterbo – (g.f.) – Città italiana della cultura, Viterbo è candidata. Adesso non resta che capire perché merita di vincere.
Trovare la ragione, una storia da raccontare che affascini chi sarà chiamato a scegliere.
Compito non facile che si è assunto il comitato scientifico nominato dal sindaco Leonardo Michelini. Ieri sera la prima riunione.
Siamo solo all’inizio, ma i tempi sono stretti. Ci sarà da correre.
Dopo i saluti del sindaco Michelini e dell’assessore Delli Iaconi, il presidente Claudio Margottini, aiutato da alcune slide, ha illustrato le linee generali del lavoro da svolgere.
Francesco Mattioli ha invece illustrato un’idea che può essere una base di lavoro.
Ovvero, Viterbo, l’idea di una città che sia una sintesi. Gli etruschi sono una sintesi di civiltà, ad esempio.
E’ un inizio, ma la strategia è ancora astratta. Si basa su un ragionamento logico, manca il simbolo.
Quel qualcosa che identifichi Viterbo, renda immediata nell’immaginario comune l’identificazione.
Margottini ha studiato il caso di Matera. A Matera ci sono i sassi. E a Viterbo?
La Macchina di santa Rosa sarebbe l’immagine più immediata. Ma dopo il riconoscimento Unesco sarebbe un ripetersi.
C’è da lavorare, l’idea di sintesi è lontana e manca un simbolo forte. Ma siamo solo all’inizio.
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