Viterbo – (p.p.) – “Il comune chiude il cimitero e ci lascia allo sbando”.
E’ un fiume in piena Giuliana Catteruccia. La signora gestisce il chiosco di fiori di fronte all’ingresso principale del cimitero di san Lazzaro che da venerdì è chiuso per il vento.
Un provvedimento, resosi necessario, ma che penalizza fortemente le attività fuori dalla struttura che, nonostante le avversità metereologiche, continuano a lavorare. Ora, coi cancelli chiusi, la gente non passa e i fiori, che durano solo pochi giorni, non si vendono. Sulla riapertura, dal comune, non arrivano notizie. “Fino a cessata necessità”, c’è scritto sulla nota di palazzo dei Priori. Nulla più e ai commercianti non basta per cui, in coro, chiedono rassicurazioni.
“Venerdì – racconta la signora Giuliana dopo aver contattato telefonicamente la redazione di Tusciaweb – il comune ha chiuso il cimitero dopo la caduta di cinque alberi per il vento. A oggi, non si è visto nessuno che abbia preso provvedimenti. Il perito ha visionato e poi ci ha detto che una ditta si occuperà della sistemazione. Non si sa quando, però, e intanto il tempo passa e noi non possiamo lavorare. Io ho comunque caricato i fiori, anche in vista della festa della donna, ma forse non li venderò”.
Gli alberi caduti hanno provocato danni alle tombe. “Oltre le cinque piante crollate, il perito ne ha individuate altre venti che sono pericolanti e che dovranno essere tagliate. Chissà quanto ci vorrà. Sono passati il sindaco Michelini e l’assessore Vannini per controllare la situazione, ma niente più. Ci hanno lasciato allo sbando e senza una spiegazione, mentre coinvolgerci, dandoci chiarimenti sui tempi, sarebbe stata una forma di rispetto nei nostri confronti che stiamo qui dalla mattina alla sera”.
La signora Giuliana, intanto, conta i danni. “Ho caricato duemila euro di fiori che dureranno al massimo quattro giorni per poi appassire. Ci diano delle rassicurazioni e mandino una ditta. Vogliamo vedere che qualcosa si muove e non solo persone che passano e poi se ne vanno. Voglio che qualcuno mi dia la certezza della riapertura. Mi domando perché a via Ascenzi, di fronte al comune, gli alberi sarebbero stati tolti nell’immediato, mentre per quanto riguarda il cimitero, come ci ha detto un tecnico, serve un appalto con tutte le lungaggini che ne conseguono. Noi – conclude la donna – non possiamo andareavanti così”.
Le attività commerciali fuori dal cimitero sono sei. E tra i fiorai c’è chi si domanda: “Perché non viene aperta almeno la parte nuova del cimitero dove non ci sono problemi? Ci sono due passaggi al cimitero vecchio che possono essere bloccati facilmente”.
Non basta.
“Ci domandiamo anche – dice un altro commerciante – perché la ditta che gestisce il cimitero non si sia curata delle piante? E in ogni caso perché da venti anni nessuno se ne è occupato, facendo un minimo di manutenzione”.
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