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Viterbo - Reati via internet - Nella Tuscia non c'è un allarme vero e proprio, ma la polizia postale lavora quotidianamente - Due giorni fa una perquisizione per pedopornografia

Il pericolo corre nella rete, occhio a truffe e adescamenti

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Clelia Maio, Lorenzo Suraci e Leonardo Michelini

Clelia Maio, Lorenzo Suraci e Leonardo Michelini 

Viterbo – Il pericolo corre nella rete.

Al momento a Viterbo non c’è una situazione di particolare allarme legata ai reati via internet, come ha sottolineato il questore Lorenzo Suraci presentando l’iniziativa della polizia in programma il 4, “Una vita da social”, tuttavia l’attenzione è sempre alta, come dimostra il lavoro portato avanti quotidianamente dalla polizia postale.

“Anche l’altro giorno – ha spiegato un responsabile della Postale presente alla conferenza di presentazione in questura – abbiamo effettuato perquisizioni per pedopornografia.

E’ un ambito molto delicato. Come polizia, sequestriamo il materiale, poi in base alla quantità e tipo, scattano i provvedimenti, dalla denuncia agli arresti”.

Casi particolari non se ne registrano, ma diversi ordinari. “Ci capitano molti per truffe dovute a materiale comprato e poi mai recapitato”.

Più rari ma non infrequenti, sono gli adescamenti online. “Colpiscono anche persone adulte che poi sono ricattate.

Costrette a subire per non vedere magari pubblicato materiale compromettente. Ci sono poi i casi di diffamazione, difficili da contrastare, perché spesso i siti non hanno sede in Italia”.

In altri casi non è semplice risalire a chi c’è dietro la tastiera.

“Ask, ad esempio, è un tipo di social per cui chi pone la domanda potrebbe rimanere anonimo. Solo di recente la polizia postale ha avuto la possibilità di capire chi c’è dietro i messaggi, quando necessario.

Ai ragazzi cerchiamo di far comprendere quelli che sono i pericoli della rete.

Scaricare è illegale, chi lo fa, sa che va incontro a dei rischi”.

 


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2 marzo, 2015

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