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Viterbo - Operazione Silver and gold - 15 ordinanze d'arresto - Il colonnello Mauro Conte: "Dieci tonnellate di materiali preziosi passate per il capoluogo"

Stanata la filiera dell’oro e dell’argento rubato

di Stefania Moretti
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Carabinieri - Operazione Silver and gold - Gli arrestati

Carabinieri – Operazione Silver and gold – Gli arrestati

Il colonnello Mauro Conte

Il colonnello Mauro Conte

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

Operazione Silver and gold – Parte del materiale recuperato

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

Operazione Silver and gold – Parte del materiale recuperato

Operazione Silver and gold - La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'operazione

Operazione Silver and gold – La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione

Operazione Silver and gold - L'acquasantiera sequestrata

Operazione Silver and gold – L’acquasantiera sequestrata

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

Operazione Silver and gold – Parte del materiale recuperato

Viterbo – La lunga filiera dell’oro e dell’argento rubato ricostruita in tre mesi di indagini.

E’ l’inchiesta “Silver and gold”: quindici ordinanze di custodia cautelare e settecento chili di metalli preziosi rubati, venduti e recuperati.

Sotto la lente degli investigatori, il percorso dell’oro e dell’argento portati via da ville e appartamenti tra Viterbo, Roma e altre province del Lazio.

Il furto era il primo anello di una lunga catena: i ricettatori piazzavano il bottino sul mercato nero. Destinazione finale: una fonderia di Arezzo. 

La centrale operativa era un compro oro di Viterbo: i tre gestori sono finiti in manette, insieme ad altre nove persone, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio, al commercio in oro senza autorizzazione e alla falsità in dichiarazioni fiscali.

“Una holding”, l’ha definita il colonnello Mauro Conte. Una vera e propria “organizzazione di cercatori di metalli preziosi” specializzata nella vendita di merce rubata. A certificare la provenienza falsamente lecita del materiale, c’era un finto negozio di antiquariato in provincia di Terni: una scatola vuota, in realtà, che emetteva fatture false, per attestare l’acquisto del materiale. 

“Le indagini sono partite a gennaio – ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri, Mauro Conte -. Una semplice segnalazione alla stazione dei carabinieri di Viterbo, coordinata da Maurizio Iannaccone, è diventata lo spunto di un’indagine complessa”.

A dirigere le operazioni, il reparto operativo di Giovanni Rizzo e il nucleo investigativo di Giovanni Martufi. Duecento, in totale, i militari impegnati nel blitz di stamattina all’alba, con la collaborazione dei comandi provinciali di Roma, Terni, Arezzo e Caserta, e un elicottero di Pratica di Mare.

Su quindici ordinanze d’arresto, dieci in carcere e cinque ai domiciliari, emesse dal gip di Viterbo Franca Marinelli su richiesta del pm Fabrizio Tucci, ne sono state eseguite dodici, di cui otto in carcere. All’appello mancano tre soggetti che si sono resi irreperibili allo scattare del blitz. 

Il bottino dei furti in villa finiva prima in mano ai ricettatori, poi al compro oro viterbese, referente principale per la vendita di preziosi rubati. Una volta ripulita con false certificazioni, la refurtiva prendeva il volo e arrivava nella fonderia aretina.

I ricettatori riuscivano a movimentare grosse quantità di oro e argento senza dare nell’occhio. “Usavano buste della spesa e valigie – spiega il comandate del nucleo investigativo Giovanni Martufi -. Per il trasporto in macchina, si avvalevano di ‘staffette’ che monitoravano l’intero percorso, avvertendo della presenza di controlli e posti di blocco”.

Sterminata la mole di reperti recuperata. Circa 700 chili d’argento e uno d’oro, ma anche diamanti, orologi rolex, reperti archeologici, tra cui monete e un’acquasantiera in marmo, e mille quadri, tuttora oggetto di analisi da parte del reparto specializzato Comando tutela del patrimonio culturale. I carabinieri hanno trovato anche piccole bottigliette di reagenti per testare l’autenticità dell’argento. 

L’intero inventario degli oggetti preziosi rubati e rivenduti è sul sito dell’Arma. Alcune vittime di furti hanno già contattato i militari, dopo aver riconosciuto oggetti di loro proprietà.

“Stimiamo che da Viterbo siano passate circa dieci tonnellate di argento e vari chili d’oro rubati in un anno, con un giro d’affari annuale di 4 milioni e mezzo di euro – spiega il colonnello Conte -. Viterbo si conferma ancora una volta l’ombelico del mondo. Città piccola e apparentemente tranquilla, ma sempre con affinate capacità di regia criminale”.

Stefania Moretti


Multimedia: video: Conte: “Sgominata una intera filiera” – L’operazione dei carabinieri – fotogallery – slide


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24 marzo, 2015

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