Viterbo – Due anni di maltrattamenti dal marito. Due ore per raccontarli in aula.
E’ stata una lunga testimonianza quella della donna che, ieri mattina, ha ripercorso gli episodi da lei denunciati nella primavera del 2011.
Per quelle denunce, il marito è finito a processo per maltrattamenti in famiglia.
Lei, residente in una frazione del capoluogo, ha parlato di offese e minacce continue. Un calvario quotidiano, tra le mura domestiche, che diventava ancor più pesante quando il marito rincasava ubriaco.
Beveva per dimenticare problemi e disoccupazione. Ma quando lo faceva, si accaniva sulla moglie, alzando le mani e ricoprendola di insulti. In più di un caso, sarebbe arrivato a esplicite minacce di morte. Del tipo: “Ti sfiguro… non ti faccio più andare in giro da nessuna parte… ti faccio la buca e ti sotterro, tanto non ti trova nessuno”.
Il marito, inoltre, non avrebbe né condiviso, né tantomeno approvato le convinzioni religiose della donna, bruciando nel camino i suoi libri su Geova.
Uno stillicidio di violenze psicologiche, ma oggi l’uomo sembra cambiato. Lo hanno confermato anche i testimoni, che poco ricordavano di quei maltrattamenti. “Adesso è dolcissimo e pieno di premure”, ha fatto notare uno dei conoscenti della coppia, chiamati a testimoniare.
La sentenza, forse, a ottobre.
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