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Montalto di Castro - Finanza - 18mila euro di soldi pubblici spesi per un privato, secondo le indagini

Bagni ‘regalati’ dal comune, chiesto il rinvio a giudizio per Caci

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Sergio Caci

Sergio Caci 

Montalto di Castro – La procura non torna indietro.

Sull’inchiesta riguardante i bagni ‘regalati’ a un conoscente del sindaco di Montalto a spese del comune, il pm Alessandra D’Amore ha chiesto il rinvio a giudizio del primo cittadino Sergio Caci.

Nel registro degli indagati sono finiti anche Paolo Rossetti, responsabile dell’ufficio Demanio e patrimonio del comune montaltese e Andrea Salvati, concessionario dell’appartamento ‘incriminato’. 18mila euro, sborsati dal comune, per due realizzare due bagni in un appartamento, zona Case Ex Enel. Questo è il quadro accusatorio, con l’ipotesi di abuso d’ufficio rivolta a tutti e tre gli indagati e falso ideologico solo per Caci e Rossetti.

L’immobile sarebbe “di proprietà dell’Enel”. Secondo gli accertamenti della guardia di finanza di Viterbo e in particolare del nucleo di polizia tributaria, coordinato dal colonnello Domenico Costagliola, di rifare i due bagni a spese dei contribuenti sarebbe stato incaricato un imprenditore della zona. Lo stesso che avrebbe poi fiutato il possibile sperpero di soldi pubblici e sporto denuncia alla fine del 2012.

A Salvati si contesterebbe un “ingiusto vantaggio patrimoniale”: secondo gli inquirenti, “il comune non era tenuto a eseguire alcun tipo di intervento di manutenzione”.

L’importo preciso dei lavori sarebbe di 18mila 150 euro. Somma che, chiaramente, non poteva essere palesemente distratta dalle casse comunali per regalare due bagni a un privato. Serviva uno stratagemma per ‘coprire’ l’operazione. Ed è per questo che per Caci e Rossetti è stato ipotizzato il falso ideologico: per giustificare l’uscita di quei soldi, sarebbe stata usata una determina che parla di altri lavori a Marina di Montalto. Lavori resi necessari dopo l’alluvione del 2012: messa in sicurezza di alberi e pulizia di un parcheggio. Tutto effettivamente realizzato. Ma a pagare sarebbe stata una cooperativa e non il comune.

 


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17 aprile, 2015

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