Viterbo – Indagini sempre più verso l’overdose.
Sarebbe questa la causa della morte di Marco Zena, 48enne viterbese, trovato senza vita giovedì mattina in una rimessa degli attrezzi in viale Bruno Buozzi.
Le prime indiscrezioni sull’autopsia, eseguita ieri mattina, confermerebbero che il decesso causato da stupefacenti. Il sigillo ufficiale a queste prime ipotesi arriverà solo con i risultati degli esami tossicologici.
L’esame autoptico è andato avanti per oltre quattro ore.
Il corpo è stato trovato intorno alle 11,30 di giovedì, in una specie di garage, dentro il giardino di una casa in viale Buozzi. Subito sono accorsi gli agenti della squadra mobile di Fabio Zampaglione, che stanno ascoltando in queste ore alcune persone: conoscenti di Zena o gente che aveva avuto contatti con lui nelle sue ultime ore.
Qualora fosse confermata al cento per cento la pista dell’overdose, le indagini degli agenti si indirizzerebbero sulla provenienza e tipologia di stupefacente.
Se davvero si è trattato di una partita di droga tagliata male o troppo pura – la cosiddetta “eroina chimica” -, il tentativo sarà quello di risalire allo spacciatore che gliel’ha ceduta o venduta, che potrebbe trovarsi a rispondere dell’accusa di omicidio per conseguenza di altro reato: la cessione di spaccio di droga.
Ma c’è anche da capire cosa ci faceva Zena in quel garage, in viale Buozzi, considerando anche che non abitava nella zona.
In passato, aveva avuto problemi di tossicodipendenza. Più di una volta era finito in arresto per droga.
Nel 2009, assistito dall’avvocato Franco Taurchini, era stato scarcerato e messo ai domiciliari, dopo essere stato trovato in possesso di eroina: al giudice Rita Cialoni aveva detto di essere preoccupato per il cane della mamma defunta. Era l’unico che poteva prendersene cura e, stando in carcere, non avrebbe più potuto farlo. Riuscì a ottenere i domiciliari. Una storia commovente che fece il giro dei media nazionali.
– 48enne trovato morto in una rimessa
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