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Caprarola - Così il deputato del Pd Alessandro Mazzoli per la festa del 25 aprile

“Oggi ricordiamo come sono nate le libertà di cui godiamo”

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Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Mazzoli alla festa della Liberazione a Caprarola

Caprarola – Riceviamo e pubblichiamo – “Il significato profondo della festa della Liberazione qual è? Quello di un’occasione per ricordare ai giovani i valori ispiratori di quelle libertà che loro hanno il privilegio di vivere e il dovere di custodire.

Ai giovani d’oggi, cresciuti in un’Italia libera, in un’Europa pacifica e unita, diciamo: non dimenticate mai gli ideali che ispirarono coloro i quali diedero la vita per voi e per noi tutti”.

Lo ha detto Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, partecipando quest’oggi alle celebrazioni per il 25 Aprile, organizzate a Caprarola dal sindaco Eugenio Stelliferi. Durante la manifestazione, presenti anche gli studenti e il consiglio comunale dei giovani, è stata inaugurata una lapide con incisa sopra una poesia di Giuseppe Colzani. Oggi ricorre il 70esimo anniversario della Liberazione.

Mazzoli ha ripercorso la storia della Resistenza nel Viterbese. “Le forti tradizioni antifasciste, duramente represse negli anni del regime – ha detto il deputato Pd – riprendono vigore sul finire degli anni ’30, quando cresce il disagio e il dissenso tra le nuove generazioni. In questo contesto si inserisce l’importante opera formativa di Mariano Buratti, azionista, insegnante di Storia e filosofia al liceo Umberto I.

È infatti tra i suoi allievi che attecchisce, durante la guerra, una piccola organizzazione cospirativa, Italia Indipendente, animata da Sauro Sorbini, un giovane tipografo di idee repubblicane e anarchiche..

L’attività di Buratti, che prosegue anche con il contributo del giovane Angelo Zucchi, conduce – ha continuato Mazzoli – alla nascita della formazione partigiana del Cimino. A Viterbo agisce anche il gruppo comunista di Fernando Biferali, composto da 25 elementi ai quali si affiancano una decina di prigionieri alleati e numerosi fiancheggiatori. Al momento della costituzione del locale Comitato di liberazione ne prendono parte anche i repubblicani con Duilio Mainella. La presenza repubblicana è un dato inconsueto rispetto al quadro nazionale della Resistenza, ed è in buona parte il frutto dell’attività di collegamento svolta da Achille Battaglia, personalità di spicco dell’antifascismo democratico viterbese e nazionale.

Tutto questo – ha concluso – noi non lo dimentichiamo. Non dimentichiamo nessuno di coloro che volevano un’Italia libera per tutti, un Italia unita. Il loro ricordo non vuole alimentare divisioni, vuole richiamarci alla concordia, insieme con l’amore per la Patria e per la Costituzione, fondamento delle nostre libertà”.

Ufficio stampa Alessandro Mazzoli


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25 aprile, 2015

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