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Corchiano - Si tratta di un accordo finalizzato alla promozione dell’architettura sostenibile

Protocollo d’intesa tra Bio-distretto e Inbar

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Corchiano

Corchiano

Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo – Sottoscritto presso la sede del comune di Corchiano un protocollo d’intesa tra il Bio-distretto della via Amerina e delle Forre e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura finalizzato alla promozione dell’architettura sostenibile.

Firmatari dell’accordo per il Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre il suo presidente Livio Martini mentre per l’Istituto nazionale di Bioarchitettura il presidente Giovanni Sasso e il presidente della sezione di Viterbo Annalisa Laurenti.

Obiettivo dell’accordo è quello di attivare una collaborazione con l’Inbar che permetterà ai comuni del Bio-distretto di estendere il tema della eco-sostenibilità anche agli interventi riguardanti la progettazione edilizia e territoriale.

Il Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre è un’organizzazione composta da agricoltori biologici, produttori e trasformatori, da associazioni e portatori di interesse collettivo, da Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) ed i comuni di: Calcata, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Nepi, Orte e Vasanello .

Al centro degli obiettivi e delle finalità del Bio-distretto ci sono la promozione dell’agricoltura biologica e del km zero, la diffusione delle buone pratiche rurali, ambientali e sociali, la valorizzazione della biodiversità, dei beni ambientali e culturali del territorio, lo sviluppo dell’eco-turismo e del turismo culturale e gastronomico, la diffusione di un modello partecipativo dal basso di sviluppo sostenibile attento a ottimizzare l’uso delle risorse naturali e dei consumi energetici

Tra le azioni contenute nell’accordo con Inbar si evidenziano: la costituzione di un tavolo tecnico permanente tra tutti i soggetti sottoscrittori di detto protocollo atto a individuare azioni formative volte alla sensibilizzazione, all’educazione dei cittadini, dei tecnici e delle imprese locali alle tematiche della biocompatibilità e dell’ecosostenibilità degli interventi edilizi, la redazione di Piani e Regolamenti edilizi secondo i criteri della bioarchitettura per gli interventi di manutenzione e di ristrutturazione degli edifici privati e pubblici (con particolare attenzione agli edifici scolastici), l’attivazione di uno sportello informativo a servizio dei cittadini e degli operatori, la promozione della certificazione energetica e ambientale degli edifici di proprietà degli Enti locali del Bio-Distretto secondo la disciplina della LR 27/05/2008 n. 6 e la realizzazione di edifici pilota in bioarchitettura.

L’edilizia è infatti tra le attività umane a più alto impatto ambientale per le sue implicazioni sulla salute degli esseri viventi sul consumo di territorio, sulla sottrazione di risorse all’ambiente naturale, sui consumi energetici e sulla conseguente produzione di emissioni nocive con particolare riferimento a CO2 e altri gas serra, sulla produzione di rifiuti e così via.

La bioarchitettura, proponendo una visione alternativa del processo progettuale, attraverso la scelta consapevole di tecnologie, materiali e stili rivolti al benessere psicofisico dei fruitori e al rispetto dell’ambiente naturale e antropizzato e attribuendo all’uomo un ruolo centrale attraverso modelli di sviluppo che mirano alla relazione con l’ambiente esterno e al rafforzamento di rapporti sociali, può divenire un opportunità per riorganizzare il modello di sviluppo di un territorio.

Il Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre si avvia così a divenire un laboratorio di buone pratiche da promuovere nell’ambito della provincia di Viterbo e su scala nazionale per diffondere un nuovo modello di sviluppo basato sul rispetto dei luoghi e delle loro vocazioni dove fare ricerca e innovazione sia nel campo agroalimentare, nell’uso delle fonti rinnovabili e dell’edilizia sostenibile, partecipato e condiviso per la rinascita di tutto il Territorio, inteso nelle sue componenti naturali economiche e sociali.

Annalisa Laurenti

 


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1 aprile, 2015

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