Viterbo – Finisce nel mirino degli inquirenti la procedura di stanziamento di 700mila euro per la palestra al parco delle Querce a Santa Barbara.
I lavori sono partiti lunedì mattina. Ma uno stop è ancora possibile, qualora dovessero emergere illeciti.
Il pm Paola Conti ha aperto un fascicolo senza indagati, né ipotesi di reato, al momento. Alle indagini, sono stati delegati gli uomini della guardia di finanza, che hanno acquisito dal comune documentazione riguardante il progetto della palestra, l’altro progetto preesistente e la destinazione dei fondi.
Proprio da qui deriverebbe l’esposto che ha dato impulso alle indagini: all’origine dello stanziamento statale dei 700mila euro, c’era non una palestra, ma il primo stralcio del progetto di un campo da calcio con tribune, spogliatoi e quattro campi da tennis. Il tutto in una zona diversa dello stesso parco rispetto a quella in cui dovrà sorgere la palestra.
Il primo progetto sarebbe stato approvato nel 2005. Negli anni, campi da calcio e da tennis sono diventati palestra. Un nuovo progetto e, quindi, una distorsione dei fondi su uno scopo diverso da quello prefissato in partenza.
Al momento, il lavoro è sulle carte acquisite dalla finanza, nei vari accessi in comune. Persone informate sui fatte non sarebbero ancora state ascoltate: è possibile che saranno convocate a breve per ricostruire l’iter che ha reso possibile il dirottamento dei fondi.
Sicuramente, l’impatto emotivo dell’inizio dei lavori al parco è stato forte. Per salvaguardare le querce secolari che rischiano di essere tagliate ed estirpate da uno dei polmoni verdi della città, è nato un comitato contro il progetto della palestra, che contesta la scelta di ricoprire l’area verde con una nuova e “inutile colata di cemento”, come l’hanno definita gli stessi membri del comitato.
Un gruppo di manifestanti era presente, lunedì mattina, all’arrivo delle ruspe in via della Biga di Castro, per l’inizio dei lavori. Con loro c’era la consigliera comunale Chiara Frontini, contraria alla palestra e che teme per le querce, nonostante il comune abbia dato ampie rassicurazioni che non saranno tagliate.
Sugli alberi e nella recinzione erano stati attaccati cartelli di protesta: “Save the park” e “Lasciateci il parco”.
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