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TusciawebTv - Come eravamo - A cura di Silvio Cappelli

1947 – Il Giro del Lazio passa a Civita Castellana


Viterbo – Nella “Settimana Incom“ numero 54 del 17 aprile del 1947 è il cortometraggio, conservato nell’Archivio Storico dell’Istituto Luce, riguardante il giro ciclistico del Lazio organizzato dal Corriere dello Sport.

Nelle sequenze del prezioso e raro filmato si vedono chiaramente i ciclisti prima della partenza. Sono visibili, tra gli altri, i campioni Fausto Coppi, “cavaliere errante della Bianchi”, e Gino Bartali, “si proprio lui, la maglia rosa”. Presente anche il ciclista Mario Ricci, il “campione gentiluomo” nato a Padova, ma che trascorse la giovinezza a Soriano nel Cimino, dove sposò Francesca la telefonista del paese, prima di trasferirsi a Gallarate.

Nel video, dopo la partenza della corsa ciclistica, si vedono le varie fasi del Giro nelle città laziali su un percorso lungo in totale 244 chilometri.

Tra le località citate e visibili nel filmato sono Civita Castellana, dove i chilometri fatti “fanno sputare noccioli agli inseguitori”, Narni, Terni, dove Michele Motta taglia il traguardo intermedio, e poi la “pettata” della Cascata delle Marmore e Rieti, dove risulta ancora Motta primo al controllo. Successivamente sono la salita della Capannaccia al chilometro 150, l’”arrampicata” di Monterotondo al chilometro 200 e Mentana. A Roma l’arrivo dei ciclisti che tagliano il traguardo con l’acclamazione di Motta, vincitore della corsa.

“Questa gara – afferma il giornalista sportivo Massimiliano Mascolo, che per le informazioni si è avvalso anche dell’Archivio dello Sport Viterbese – è stata disputata il 13 aprile 1947, e riscontrò l’unica vittoria di Michele Motta da professionista. I passaggi nelle località viterbesi ci furono dopo circa 50 km dall’inizio della gara . A Civita Castellana passarono Monari, Peverelli e Zuccotti con due minuti sul gruppo di fronte ad una grande folla che li aspettava sulla salita”.

La visione di tutti questi affascinanti momenti del nostro passato è ancora oggi possibile grazie all’impegno dell’Istituto Luce di Cinecittà che ha conservato, nel tempo, tutte le immagini e i fotogrammi più belli di come eravamo, rivissuti attraverso i film, i documentari e i video che hanno fatto la storia del nostro Paese.

Silvio Cappelli


 

 

19 giugno, 2015

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