Pescia Romana – (s.m.) – Erano pronti ad animare la “dolce vita” del litorale con hashish e cocaina. Ma per quest’anno, la stagione è andata.
L’estate della banda di spacciatori sgominata dai carabinieri del colonnello Mauro Conte finisce prima di cominciare, stroncata dall’operazione “Sentiero bianco” (fotocronaca – slide): cinque persone agli arresti domiciliari e tre con obbligo di dimora, senza possibilità di uscire la notte (video: Le immagini dell’operazione – Le indagini).
Gli arrestati sono italiani, romeni e albanesi. Anche un’intera famiglia è finita sotto la lente degli investigatori per il business dello spaccio. Per eludere le indagini, nascondevano cocaina e hashish lungo i sentieri bianchi che portavano alle spiagge. Portavano con loro anche i figli piccoli, come per inscenare una tranquilla passeggiata. Organizzati e scaltri, non davano mai appuntamento ai loro clienti: lo stupefacente veniva lasciato in un posto concordato con l’acquirente e così i soldi. Un “take-away”, in cui il cliente lasciava il denaro e prendeva la droga.
Non si tratta dei soliti pusher che raccattano gli acquirenti per strada. Secondo le indagini del pm di Civitavecchia Lorenzo Del Giudice, la banda aveva una clientela altolocata, fatta di imprenditori e turisti delle coste viterbesi e grossetane. Spacciatori “d’alto bordo”, che si rivolgevano a chi poteva permettersi vacanze di lusso o una casa all’Argentario o ai rampolli di famiglie bene, frequentatori della movida notturna del litorale. Soldi, droga e rock ‘n roll. E sullo sfondo, il mare.
Un nuovo blitz, scattato all’alba, per un nuovo imponente spiegamento di forze: 60 i carabinieri viterbesi impegnati. La maggior parte dalla stazione di Pescia Romana, coordinata da Sergio Ferraro, dalla compagnia di Tuscania del maggiore Pietro Rajola e dal nucleo operativo radiomobile di Paolo Clementucci.
Un’indagine partita nella primavera del 2014 dal suicidio dell’imprenditore 37enne Francesco Sensi e supportata da un’imponente mole di intercettazioni telefoniche e ambientali. Viene fuori una rete di spaccio con ramificazioni a Pescia, Capalbio, Orbetello, Milano, Terni, Firenze, Pisa e Napoli.
“Gli spacciatori – dichiara il colonnello Conte – si rifornivano prevalentemente a Napoli, per poi avviare una distribuzione capillare sul litorale viterbese e grossetano. Il blitz è scattato anche a Secondigliano, nella zona 167. Oltre alla droga, circa due chili, di cui due etti solo di cocaina, abbiamo sequestrato anche reperti archeologici etruschi, 9mila euro provento di spaccio, bilancini e carte di identità”.
Ventinove le persone denunciate dall’inizio delle indagini, mentre gli acquirenti segnalati in Prefettura sarebbero circa una trentina. Le perquisizioni e gli arresti sono scattati stamattina tra Pescia Romana, Capalbio, Orbetello, Terni, Firenze, Roma, Cosenza e Napoli. Oltre alle otto misure cautelari, sono in corso altre sette perquisizioni.
“Durante il blitz di stanotte – spiega il maggiore Rajola – abbiamo sequestrato altri 40 grammi di cocaina a un soggetto destinatario di perquisizione che, per ora, è irreperibile. Le ricerche sono in corso in queste ore”.
Un lavoro di squadra, partito dalla piccola stazione dei carabinieri di Pescia Romana. Che il colonnello Conte elogia: “L’ultimo baluardo della provincia di Viterbo ha avviato un’indagine con risultati che, a volte, neppure i reparti più avanzati e specializzati dell’Arma raggiungono. Dopo la piantagione di marijuana sequestrata due giorni fa, un altro duro colpo è stato inflitto al mercato della droga”.
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