Vitorchiano – Decine di filari di marijuana su tre ettari di terreno. Più di 500 piante irrigate e coltivate alla perfezione. Un sistema di essiccazione degno delle migliori fabbriche specializzate (video – gallery – slide).
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provincia di Viterbo hanno smantellato la terza piantagione di marijuana in meno di una settimana. Quella di questa volta si trova a Vitorchiano ed è stata scoperta quasi per caso, grazie a uno dei tantissimi controlli di routine degli uomini del colonnello Mauro Conte sul territorio.
Ieri mattina un operaio viterbese di 48 anni è stato fermato con 350 grammi di marijuana. Subito è scattato l’arresto dell’uomo e il sequestro dello stupefacente. Poi, l’approfondimento delle indagini ha portato i carabinieri dritti nel covo del fornitore, G.R. artigiano di 46 anni, in una zona ben nascosta, nelle campagne di Vitorchiano.
“Ci siamo trovati di fronte a una vera e propria fabbrica attrezzata per la coltivazione e la produzione di cannabis – spiega il comandante provinciale Conte -. Un terreno di circa tre ettari con lunghi filari a ferro di cavallo di piante nane di marijuana ben mischiate e mimetizzate tra l’erbaccia. Organizzatissimo anche il sistema di irrigazione a goccia e quello di essiccazione, sistemato in un casottino apposito in legno, molto simile ai locali di una sauna”.
Le piante, oltre 500 in tutto, sono state estirpate dai militari che ci hanno impiegato un pomeriggio intero. Si tratta di una specie di marijuana nana che non raggiunge altezze esorbitanti, ma ha un altissimo principio stupefacente, come è stato già confermato dalle prime analisi di laboratorio al comando di via De Lellis.
“Gli accertamenti dei nostri specialisti – sottolinea il capitano Giovanni Martufi – hanno rilevato un principio drogante del 12%, quantità molto alta per la cannabis. In tutto, quindi, sarebbe stato possibile ricavare 217mila dosi singole dalla droga della piantagione, per un valore che si aggira intorno al milione e mezzo di euro.
Il proprietario dell’illecita industria ha confessato ai militari di esser stato “costretto” a questo tipo di attività dalla crisi. “Ci ha raccontato di essere un ex imprenditore edile vessato dai problemi economici – conclude il colonnello Conte – e per questo avrebbe deciso di buttarsi sul mercato degli stupefacenti”.
In casa, inoltre, l’imprenditore aveva altri 4,6 chili di sostanza già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato.
Entrambi i due uomini, l’operaio viterbese 48enne fermato durante i controlli e l’ex imprenditore, originario di Bagnaia, sono stati arrestati e portati nel carcere di Mammagialla a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Francesca Buzzi
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