Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sulla tratta Roma – Viterbo, ieri 8 giugno, sono partita da Roma Ostiense alle 15,02 prevedendo di tornare a Viterbo Porta Romana alle 16,43 e invece cosa succede?
Non solo il treno accumula 30 minuti di ritardo (problema di routine ormai), ma non mi porta a destinazione. Infatti sono stata fatta scendere, insieme agli altri passeggeri, alla stazione di Vetralla senza spiegazioni e senza una soluzione veloce per poter tornare a Viterbo!
Sono stata così costretta ad attendere un altro treno, anche questo in ritardo di 15 minuti, arrivando a destinazione più di due ore dopo l’orario previsto.
Tutto questo si chiama interruzione di pubblico servizio. Non si possono cancellare fermate senza motivo. Se ho pagato un biglietto per arrivare in un certo luogo, il treno mi ci deve portare. Inoltre il tempo è denaro e non si può sprecare a causa di continui problemi di malfunzionamento.
Spero che la denuncia che farò non sia l’unica, che tutti facciano sentire la propria voce per sperare che vengano presi definitivamente dei provvedimenti seri.
Tuttavia mi demoralizza e mi intristisce sapere già che le mie parole rimarranno al vento, poiché ormai il cittadino non conta più nulla: questa è l’Italia ed è in queste occasioni che mi vergogno di essere italiana.
Chiara Pompei
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