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Viterbo - Bagnaccio - Luca Marcoccia, tra i gestori del parco termale, sul mancato rinnovo della convenzione

“Così ci costringono a chiudere”

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Luca Marcoccia, membro dell'associazione di promozione del Bagnaccio

Luca Marcoccia, membro dell’associazione di promozione del Bagnaccio

Il pozzo del Bagnaccio

Il pozzo del Bagnaccio

Viterbo – Bagnaccio a rischio chiusura. Previsto nel pomeriggio l’arrivo del direttore di miniera Giuseppe Pagano per chiudere il pozzo.

Sembra che il comune non abbia intenzione di rinnovare la convenzione ai gestori attuali del parco termale.

“La convenzione è scaduta l’11 luglio – spiega Luca Marcoccia, membro del consiglio direttivo dell’associazione di promozione sociale “Il Bagnaccio” -. Venne sottoscritta nel 2011 tra il comune e i proprietari”.

Il documento prevedeva la gestione dell’acqua termale, affinché ne venisse garantita la gratuità.

“Il collaudo – continua Marcoccia – inizia però nel 2013, dopo il nullaosta della regione Lazio, e la convenzione ci venne concessa in via sperimentale per due anni”.

In questo tempo, il comune avrebbe verificato se la portata d’acqua di un litro e mezzo al secondo avrebbe provocato danni al bacino idrotermale.

“La gestione del Bagnaccio – prosegue Marcoccia – è andata avanti, senza alcun problema, fino a pochi giorni fa. L’8 luglio, infatti, il direttore di miniera Pagano verifica la non incidenza della portata dell’acqua sul bacino idrotermale. Così il 10 luglio abbiamo presentato la richiesta di rinnovo ma ci è stata negata”.

La concessione di due anni è scaduta l’11 luglio.

“Nel frattempo – spiega Marcoccia – abbiamo fatto domanda per una proroga ma ci è stata negata. Non abbiamo ricevuto risposta nemmeno alla richiesta di custodia, che ci permetterebbe di rimanere aperti finché il comune non prenderà una decisione”.

Il Bagnaccio rischia così di rimanere a secco. Con la sola acqua delle polle, infatti, non sarà possibile alimentare le piscine. E il sito sarà costretto a chiudere.


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14 luglio, 2015

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