Viterbo – Quarantotto anni, diretto e deciso. Con il soprannome di “Mister leggenda” che si porta dietro dai tempi del Latina. E’ Stefano Sanderra, nuovo allenatore della Viterbese che domani si radunerà a Soriano nel Cimino.
Allenatore da una vita, con l’inseparabile fratello Luca a fargli da vice, a soli 29 anni ha portato L’Aquila a vincere il campionato di serie D.
Dopo, tante altre squadre del sud Italia ma soprattutto due compagini laziali. Il Frosinone, con cui al primo anno di panchina centrò la promozione in serie C2 (2000-2001) e il Latina, portato in tre stagioni (dal 2010 al 2013) dalla serie C2 alla storica promozione in serie B. Macchiata dalla discutibile scelta della società nerazzurra di non riconfermarlo alla guida della squadra nella serie cadetta.
Proprio negli anni di Latina Sanderra è stato soprannominato “Mister leggenda”.
Nelle ultime due stagioni, una parentesi alla Salernitana di Claudio Lotito e una chiamata in corso d’opera sulla panchina del Catanzaro, dove viene esonerato dopo aver perso per 3-1 il derby contro la Reggina, nonostante l’ottavo posto in lega Pro.
Ora Sanderra riparte da Viterbo, con la speranza che la stagione si vada ad aggiungere a quelle “da leggenda”.
Mister, una nuova esperienza laziale. Nel primo anno al Frosinone promozione in serie C2. Nel primo anno al Latina promozione in serie C1. Nel primo anno alla Viterbese?
“Vediamo. Certo, l’obiettivo è quello di vincere subito. Camilli è stato chiaro e l’intento è quello di cercare di risalire subito nei professionisti, daremo il massimo per centrare questo traguardo”.
Lunedì si comincia con il ritiro a Soriano nel Cimino, le sue sensazioni?
“Le sensazioni sono positive, come lo sono state anche nell’incontro con la famiglia Camilli e con il direttore Alessandro Luci – spiega Sanderra -. Comunque la prima settimana la considererei più un pre-ritiro perché dobbiamo solamente risolvere il discorso degli under. Poi, dal 3 agosto cominceremo il ritiro vero ritiro. Ci sarà un mese prima dell’inizio del campionato e avremo la possibilità di comporre la rosa anche con gli over”.
Domenica prossima si gioca la coppa Italia contro l’Ancona, come la affronterete?
“Vedremo con la società quale strategia adottare ma penso che saremo impreparati. Manca solo una settimana e non abbiamo i giocatori grandi, mentre i giovani sono tutti in visione. Probabilmente, come ha detto Camilli, manderemo in campo la Juniores. Nel corso della settimana troveremo comunque la strategia migliore”.
Avete già pianificato gli allenamenti?
“Si, ci saranno quindici giorni di doppie sedute. Ripeto, nella prima settimana ci limiteremo a vedere i ragazzi giovani, tanti, che verranno in prova. Bisognerà fare un po’ mente locale sulla struttura della squadra. Chiaramente dipenderà molto dai ruoli in cui inseriremo i ragazzi e poi dopo, di conseguenza, piazzeremo tutti i grandi. Chiaramente ci stiamo già muovendo, ma lì abbiamo solamente l’imbarazzo della scelta perché il mercato offre tantissimi giocatori”.
Che rapporto ha con con suo fratello, con il quale collabora da tantissimi anni?
“E’ un connubio che vive dall’inizio della nostra carriera, sono più di venti anni che alleniamo i grandi. Per il ruolo di secondo chi può essere più fidato di un fratello? Invece di due occhi sono quattro, è una cosa molto importante. Faremo al meglio il nostro lavoro, insieme anche allo staff che ci ha messo a disposizione il presidente Camilli”.
E’ vero che uno degli allenatori a cui si ispira è Zeman?
“All’epoca fu uno dei tanti allenatori che visionari. Erano gli anni ’90 e passai due estati a guardare i ritiri dell’epoca. Di Zeman parliamo di serie B quando era ancora col Foggia. Poi, però, ho visto tantissimi allenatori perché mi piace molto curiosare e non solo nel mondo del calcio ma anche negli altri sport. Chiaramente anche da lui abbiamo preso delle cose molto interessanti. Però ognuno è sé stesso. Noi cercheremo di mettere la nostra esperienza al servizio della Viterbese”.
Parlando di modulo, sarà 4-3-3 oppure 3-5-2?
“Con il discorso dei giovani in campo vorremmo iniziare con il 3-5-2, perché per insegnare una linea a quattro con tanti giovani dentro non basta un mese. Noi siamo costretti a vincere da subito e il 3-5-2 ti consente di schierare una squadra più solida e con più densità. Inizialmente la traccia è questa”.
Nella scorsa stagione, dopo l’esonero di Catanzaro un profilo falso di Facebook ha pubblicato a suo nome una nota polemica. Ci racconta di come è andata?
“Lì è partita proprio una denuncia. Io sono andato via da Catanzaro l’ultima giornata ma ho fatto comunque un ottimo lavoro. Qualcuno si è divertito a parlare a nome mio e con la mia foto. Era già successo in passato, e devo dire che a volte non scriveva nemmeno cose negative, anzi. Ma siccome non uso i social network e non li ho mai usati, ho denunciato il fatto, tutto qua”.
Quindi non le piacciono i vari Facebook, Twitter, e via dicendo?
“Nel mondo del calcio mi conoscono, sono una persona molto diretta. Nel nostro lavoro penso che non sia utile usare i social network. Possono essere validi per altre cose ma nel nostro lavoro no. Qui bisogna essere diretti, con i calciatori, con la società e con i tifosi. Io se parlo lo faccio guardando negli occhi le persone e non tramite cose virtuali”.
Una battuta finale. La chiama Camilli e le dice di scegliere un giocatore tra Liga spagnola, Premier league inglese e serie A italiana. Chi si fa comprare?
“Bella domanda – risponde ridendo il mister -. Comunque, al di là del nome a me piacciono giocatori che abbiano spirito di sacrificio per la squadra. Il giocatore deve essere completo. Non è solamente il grande nome che serve a fare squadra, ma il giocatore che si mette a disposizione del collettivo”.
Samuele Sansonetti
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