Viterbo – (g.f.) – Il pranzo non è una questione tecnica.
In consiglio comunale si va avanti senza interruzioni. A palazzo dei Priori prosegue la seduta no stop per approvare le tariffe sul bilancio.
Seduta iniziata alle 16 di ieri, servirà tutta la giornata per arrivare in fondo.
E senza pause che non siano tecniche, ovvero per dare tempo agli uffici di analizzare gli emendamenti. La fame dei consiglieri non è ragione valida per sospendere i lavori.
Morale della favola, attorno alle 14 si raggiunge il minimo storico di presenze, sei, sette, otto consiglieri di maggioranza.
Conseguenza: continua richiesta di numero legale da parte dell’opposizione e rappresentanti del centrosinistra che rientrano in fretta e furia per rispondere. A bocca piena.
Nella stanza attigua c’è pizza per tutti. Mentre in aula è una pizza per tutti.
Si discute la Tasi seguendo uno schema noto.
L’assessora Ciambella legge la delibera, si apre la discussione, si presentano gli emendamenti, variabili dai mille ai 2.500.
Quindi si sospende per dare tempo agli uffici di apporre i pareri. Mediamente, un’ora e mezza – due ore dopo si ritorna e si apre la presentazione degli emendamenti, accorpati.
Un rappresentante della minoranza, solitamente Chiara Frontini (Viterbo 2020) legge gli emendamenti, ma essendo in disaccordo su come la seduta è stata impostata, sull’accorpamento degli emendamenti e col dubbio che sia illegittima, una volta presentato l’emendamento, esce dall’aula.
A quel punto la proposta di modifica alla delibera non viene nemmeno votata. Mancando il presentatore l’emendamento decade.
Infine la votazione della delibera. Per poi ricominciare con la delibera successiva.
Finora, da ieri alle 16 sono stati approvati, Irpef, Iuc, proventi per la tassa di soggiorno. In discussione la Tasi, restano da discutere tariffe cimiteriali, buoni mensa, Tari.
Se tutto va bene, pure la cena sarà a base di pizza. Poco male. Anche per la minoranza sono arrivati conforti alimentari.
Stamani, alla ripresa dei lavori dopo mezzogiorno, colpo di scena. Discutendo della Tasi, la delibera presentata è diversa rispetto a come modificata in commissione.
Con due variazioni ad aliquote. Un errore di distrazione.
La situazione è sanata riportando la delibera alla sua forma iniziale e le modifiche sono prima tolte e poi aggiunte con due emendamenti presentati dalla maggioranza.
Tutto molto complicato, ma la traduzione è molto semplice. Si discute l’aumento delle tasse. Seppure l’Irpef, con l’emendamento da parte del centrosinistra sia stata diminuita dallo 0,8 allo 0,76. Un leggero ritocco verso il basso, dopo che però la tassa era stata portata verso l’alto.
Lo scorso anno era allo 0,6, portata allo 0.8, ritoccata a 0,76. Chi s’accontenta, risparmia. Poco, ma risparmia.
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