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Viterbo - Comune - Il sindaco Michelini invita a discutere sulla qualità del bilancio e non sulle formalità - Ok della giunta al documento

“Il regolamento si può anche bypassare”

di Paola Pierdomenico
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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini 

Viterbo – “Il regolamento si può anche bypassare”.

Dopo l’ok di ieri della giunta, il sindaco Michelini illustra le operazioni portate avanti dall’amministrazione in vista della discussione sul bilancio in consiglio.

La maggioranza vorrebbe farla giovedì, ma la minoranza non è dello stesso parere.

Per quest’ultima, infatti, ci sono tempi tecnici, previsti dal regolamento comunale, che vanno rispettati.

Michelini minimizza e invita la minoranza a discutere sulla qualità del documento e non sulle formalità tecniche.

“Non è un bilancio di lacrime e sangue – dice Michelini -. Qualche goccia di sudore ce l’ha fatta versare e questo indica la fatica dovuta al recupero di risorse, che purtroppo non ci sono, e al fatto  che non vogliamo assolutamente tagliare i servizi indispensabili che devono essere garantiti”.

Per far tornare i conti, si è agito sulla leva fiscale. “Questo è dipeso dalle minori entrate, in quanto mancano circa 600mila euro dell’Imu agricola e due milioni dei tagli del governo agli enti locali. Cifre che, in qualche modo, devono essere recuperate e a cui si aggiungono i tre milioni di spese eliminate al momento dell’approvazione del rendiconto. In sostanza, tra il bilancio preventivo dell’anno scorso e quello attuale, abbiamo perso quasi sei milioni di euro.

L’operazione, che stiamo facendo, è stata messa in campo anche da altri comuni. Ho fatto un confronto coi colleghi del Civiter, di cui fanno parte Civitavecchia, Terni e Rieti, e tutti hanno la leva fiscale al massimo”. In sostanza, anche nel capoluogo, aumentano le tasse. “L’addizionale Irpef verrà innalzata di o.2 e arriva allo 0,8, così come l’Imu e la Tari. Incrementi necessari a reperire le risorse che mancano”.

Entro il 30 luglio vanno poi approvate le tariffe. “Abbiamo l’obbligo di farlo perché sono propedeutiche al bilancio. E’ evidente che se ci sarà la proroga, la discussione potrebbe slittare anche alla fine di agosto e, in questo periodo, non è detto che non si possano operare degli emendamenti, fatti dalla maggioranza, per distribuire alcuni benefici all’interno delle fasce sociali, a saldo zero e senza modificare il documento. Ne è un esempio la riduzione della Tari per chi adotta un cane del canile comunale, già approvata da diversi comuni. Modifiche migliorative a vantaggio dei più deboli, che metto in programma”.

Bilancio dunque all’ordine del giorno di giovedì. “Immagino che l’assessore inizierà la lettura della relazione e poi ci muoveremo in base a ciò che decideremo, anche con la minoranza“. Quest’ultima, però, non vuole sentirne parlare e attacca la maggioranza di non rispettare il regolamento comunale. Michelini la pensa diversamente.

“Non dimentichiamoci che lo scorso 3 giugno ci è stata sequestrata tutta la documentazione relativa al bilancio e che il Pef, piano economico e finanziario, da cui dipende la tassazione della Tari, è stato protocollato solo tre giorni fa. Non è che abbiamo dormito, ma non avevamo le condizioni necessarie per operare. Di fronte a situazioni complicate come queste, quindi, si può anche pensare di bypassare il regolamento, perché non mi piacerebbe arrivare al 30 luglio col rischio di essere commissariati, perché non abbiamo messo all’ordine del giorno il bilancio. Il regolamento ha sicuramente il suo valore, e non dico che debba essere ignorato, ma, ora come ora, è forse meglio agire con un minimo di concretezza”.

Michelini chiede di spostare l’attenzione su altro. “Anche altri comuni stanno nella nostra condizione, con le approvazioni che stanno avvenendo in questi giorni. Da quello che dice il governo, poi, dovrebbe anche essere l’ultimo bilancio difficile per gli enti locali. O almeno me lo auguro. In questo momento – conclude Michelini -, ritengo più opportuno che la battaglia con l’opposizione venga fatta sulla qualità del bilancio e non sulle formalità dei dieci giorni, che magari sono cinque. Tutto ciò, m sembra davvero riduttivo di fronte all’approvazione del documento più importante del comune”.

Paola Pierdomenico


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28 luglio, 2015

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