Viterbo – Felice di essere a Viterbo: “Piccola e graziosa città”. Unico neo, fa più caldo qui che non fra le piramidi in Egitto.
E’ il giorno di Zahi Hawass. Il famoso archeologo egiziano stasera alle 21.30 sarà sul palco di Caffeina a piazza san Lorenzo intervistato da Roberto Giacobbo, per raccontare le sue avventure e presentare il libro di cui stamani ha dato alcune anteprime a palazzo dei Priori, con il sindaco Michelini, l’assessore Delli Iaconi e ovviamente Sandro Vannini, fotografo viterbese.
I due collaborano insieme da anni. Il professionista della Tuscia lavora molto all’estero, ma la sua attività ha sede nel capoluogo.
“Sono contento – dice Hawass – di lanciare il libro in Italia proprio a Viterbo, in casa di Vannini”.
I due negli anni hanno mandato in stampa diversi volumi, quest’ultimo è molto particolare. “Ci sono un paio di scoperte interessanti – anticipa Hawass – intanto Tutankhamon aveva un precettore, figura importante per la sua formazione e poi sveliamo come la scoperta della tomba sia avvenuta grazie a un ragazzo che portava acqua agli archeologi al lavoro.
Fermandosi con il suo asino per appoggiare i secchi, casualmente lo ha fatto all’entrata della tomba stessa. Per la prima volta inoltre, c’è stato uno studio sul dna del padre, Akhenaton.
Inoltre abbiamo scoperto come morì Tutankhamon.
Soffriva di malaria e aveva un piede in cancrena. Le prove stanno nei ritrovamenti all’interno della tomba.
Aveva un bastone e quando andava a caccia, lo faceva da seduto”.
Un volume particolare. “Ha una tiratura limitata – spiega Vannini – duecento copie in italiano e seicento in inglese. Ogni copia è firmata e numerata.
E’ il terzo che produciamo in questo modo. E’ in formato grande, rilegato a mano e stampato su carta speciale. Ha costi di produzione elevatissimi”.
Hawass non teme che in Egitto, come accaduto altrove, l’Isis possa distruggere reperti, beni archeologici.
“Abbiamo un presidente forte – osserva Hawass – che è stato eletto.
Non credo che questi gruppi religiosi facciano parte dell’islam. Il loro unico obiettivo è demolire la nostra storia.
Ma non è la storia solo di noi arabi, piuttosto di tutto il mondo. I paesi devono unirsi per combattere questa minaccia”.
Da sei anni è alla ricerca della tomba di Cleopatra. “Stiamo continuando – osserva Hawass – ad Alessandria, dove abbiamo scoperto suoi oggetti e monete. Sono convinto che sia sepolta lì.
Se dovessimo riportarla alla luce, sarebbe la più grande scoperta del 21esimo secolo, forse anche più di quella di Tutankhamon”.
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