Viterbo – (p.p.) – “Ora tutta una volata fino al 3 settembre” (fotogallery – slide – video: Buona la prova di Gloria – Rossi e Mercarini: “Prova ok”).
Una prova storica che non si faceva dal 1968 e che soddisfa Massimo Mecarini. Il presidente del Sodalizio dei facchini, insieme al consiglio, aveva chiesto di trasportare il traliccio di Gloria, la nuova macchina ideata da Raffaele Ascenzi, sul percorso. Così è stato, e, stamattina, Viterbo ha respirato per qualche ora l’atmosfera del tre settembre.
La prova è filata liscia coi facchini che da piazza san Sisto a piazza del Comune hanno portato il traliccio, stimolati dalla carica del capofacchino Sandro Rossi che davanti alla macchina li guidava. Mecarini ha definito eccellente il test e la risposta della formazione. E’ convinto che questa giornata darà i suoi frutti. Per un trasporto, come al solito, indimenticabile.
Appuntamento alle 6. I facchini, con addosso magliette bianche, hanno ripreso in mano spallette e ciuffi. Sembrava di rivivere quella sera con la differenza che in alto il cielo era quello dell’alba.
Non c’erano la tensione e l’adrenalina di quella sera. C’erano però lo stesso sudore, la stessa devozione e la gente ad assistere. In file, davanti a Gloria, i facchini hanno atteso le indicazioni del presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e di Sandro Rossi.
La voce potente del capofacchino è tornata a spronarli con la stessa grinta che usa ogni sera del tre. “Raga’ – dice Rossi – pretendo la stessa serietà e concentrazione che ci mettiamo sempre. Il peso è il solito. C’è solo una piccola differenza, non è il tre settembre. Non c’è quella adrenalina, ma ci dobbiamo comunque mettere la stessa forza, adrenalina e ed entusiasmo. Questa macchina mena come quella vera. E’ un trasporto vero e proprio. Voglio carattere”.
Arriva il momento del sollevate e fermi. La macchina parte, si muove e arriva a piazza Fontana grande. Tutto è filato liscio.
Lo stesso accade nel secondo tratto con l’arrivo a piazza del Comune e la fatidica girata, in uno spazio ristrettissimo per la presenza di alcuni stand.
I facchini hanno affrontato la prova e ce l’hanno fatta, posizionando la macchina rivolta verso via Roma. Con l’ordine di Rossi di lasciare la macchina, si conclude la prova del traliccio.
“Tutto è riuscito bene – ha detto il capofacchino -. Meglio il primo tratto, mentre nel secondo, ho visto i ragazzi più stanchi. Forse, ha influito il caldo. Il traliccio ha risposto bene, e in linea di massima abbiamo capito come si muove la macchina. Non si flette troppo e siamo abbastanza ottimisti per il tre settembre”.
Dello stesso sentimento anche il presidente Mecarini. “L’abbiamo voluta fortemente per avvicinarci alla realtà e siamo contenti per come è andata. Certo, non è il tre settembre, ma è stato un buon test, sia per la formazione, che per il traliccio che mi è sembrato molto stabile, anche per la novità della base triangolare.
Vedremo con l’allegorico cosa accadrà. Sono soddisfatto e i ragazzi hanno risposto in maniera eccellente e ora, volata finale verso il tre settembre. E’ stato emozionante e questa prova mi riempie di orgoglio perché erano anni che non si faceva. Ha dato i suoi frutti e li darà per il trasporto vero e proprio”.
In piazza de Comune, il vescovo Lino Fumagalli ha impartito la benedizione ai facchini e a Gloria, sottolineando l’importanza dell’urna che conterrà le preghiere dei viterbesi che saranno poi messe sulla macchina. “Un modo per rafforzare il legame per questa tradizione”, ha detto il vescovo.
Poco dopo la fine della prova, il contenitore è stato consegnato alle clarisse del monastero di santa Rosa dai costruttori Fiorillo. Anche loro soddisfatti per l’esito. “E’ andata alla grande – ha commentato Vincenzo Fiorillo -. Noi ce l’abbiamo messa tutta per rendere la prova efficiente e il più possibile reale. Ci hanno detto che la stabilità è eccellente e questo ci incoraggia. Siamo soddisfatti e continueremo su questa strada e c’è qualcosa da migliorare, lo faremo”.
Fiero anche Raffaele Ascenzi che in piazza del Comune osservava la sua “creatura” sullo sfondo dei palazzi. “E’ stato come rivivere l’emozione del mio primo trasporto nel 1988 – dice Ascenzi -. Ho guardato la macchina ed è stato come rientrare a far parte di questa famiglia, anche se con un’altra veste. Il traliccio, all’altezza di dieci metri da terra, ha risposto i maniera costante. Ci sono state accollate, ma i facchini sono rimasti soddisfatti e lo studio fatto dall’ingegnere Grazzini ha dato i suoi frutti.
Lui, con la sua esperienza, era la persona adatta a costruire la struttura di Gloria. Il primo sollevate e fermi è stato fantastico e la formazione era carica e determinata. Sono già tutti appassionati delle forme architettoniche della machina e sentirmi dire che ripercorrerà i fasti del passato mi dà grande gioia. Se prima la macchina era mia, di Luigi Vetrani e di pochi altri ora voglio che ogni viterbese la faccia sua”.
Pronti a piazza del comune, gli operai della Edilnolo per smontare la macchina da riportare
Erano presenti il sindaco Leonardo Michelini, che ha esortato i facchini prima del trasporto, l’assessore Giacomo Barelli e i consiglieri Daniela Bizzarri, Marco Ciorba e Maria Rita De Alexandris.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY