Viterbo – Dieci giorni di tempo per approvare il bilancio.
Dopo la seduta di consiglio saltata l’altro ieri, in cui la discussione sarebbe dovuta cominciare e la sommossa da parte della minoranza, dalla prefettura arriva il provvedimento.
Partita ieri la lettera con cui si intima di approvare il documento economico, altrimenti arriva il commissario ad acta e di conseguenza si va verso lo scioglimento. Ci sono dieci giorni di tempo da ieri. Termine ultimo, entreo il 31 agosto. Eccezionalmente a Viterbo, si farà qualcosa prima di santa Rosa e non dopo.
“L’amministrazione ha rassicurato il prefetto sulla partenza della discussione il 20 agosto – ricorda Giulio Marini (FI) – e il prefetto ha usato buonsenso, decidendo d’aspettare.
Invece si è arrivati a dare uno schiaffo istituzionale. Questo mi disturba”. Perché la seduta dell’altro ieri è andata deserta non a caso. “Non hanno voluto discutere, era premeditato. Non avevano i numeri”.
Il nesso fra consiglio saltato e invio della diffida appare evidente.
Nella comunicazione a firma del prefetto Piermatti si spiega come: “A tutt’oggi non risulta agli atti alcuna comunicazione relativa all’approvazione del bilancio di previsione 2015”.
Di conseguenza: “Si assegna ulteriore termine massimo di dieci giorni decorrenti dalla ricezione della presente nota, per procedere agli adempimenti”.
Altrimenti: “In caso di decorso infruttuoso di tale termine, la normativa vigente prevede l’attivazione delle procedure previste per legge”.
Riferimenti normativi che equivalgono all’arrivo del commissario ad acta che approverebbe il bilancio e quindi, conseguente scioglimento del consiglio comunale.
Giuseppe Ferlicca
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